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TESTIMONIANZA - E' UN MOMENTO DIFFICILE
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E’ un momento difficile; la vita si è fatta dura. Certo, non è la prima volta che sperimento le asperità dell’esistenza e il sapore amaro della paura. Ci sono le difficoltà di un mondo impazzito e ingeneroso che si sommano alle mie difficoltà; gli anni avanzano, i problemi sono grandi e impellenti e le risorse diventano scarse; mi rendo conto che siamo ad una svolta e non so come sarà dopo; sarà difficile. E’ un po’ di anni che va così; lungo una china, punto i piedi ma scivolo giù. Mi agito e mi dispero, eppure dovrei capire i segni; quanti passi biblici ho letto e meditato che all’adorazione degli idoli segue la correzione, l’esilio, la purificazione, l’amore provvidenziale di Dio? E quante volte ho meditato sulla fede messa alla prova? Come immaginare che gli errori non presentino il conto ad un popolo, ad una persona, ad una famiglia? Sembra sempre che siano cose “per gli altri”, mai per me.
 
Provo sentimenti contrastanti. Signore, i conti non tornano, non puoi non vederlo; non puoi non fare nulla! 
Però non tornavano neanche un anno fa e sono qui;
Signore, questa lenta spoliazione che va avanti negli anni ... guarda mi hai tolto tutto!
Eppure sono ricco di persone e amore e ho quanto mi serve per vivere ... Signore, tirami via da questa situazione!
Eppure, Signore, è troppo facile volerti bene quando tutto fila liscio; quando tutto sarà finito, ferito e sanguinante, voglio dire “io c’ero” e che qualche prova l’ho vinta.
Signore, che cosa è questa malinconia che provo proprio quando le cose alla fine girano?
Malinconia per un dolore? Malinconia perchè eri vicino a me nella prova ed io ero umile e schiscio.
 
Mi dispero e prego molto; qualche giorno fa, camminando per strada, dicevo al Signore che lo prego come un cagnolino che chiede le briciole dal padrone e vorrei rimanere così anche dopo quando mi avrà esaudito. Lo prego che mi insegni a fare affidamento solo su di Lui; che vuol dire che voglio fidarmi del Suo amore e voglio accettare la Sua volontà. Non è facile e alle volte mi viene di paragonare la fede ad uno sport estremo.
Prego con le parole, con i fatti, con le rinunce, con i pensieri. Prego per chi ha problemi e difficoltà ben più grandi dei miei. Prego Maria come una mamma, Le chiedo di intercedere per me e di perdonarmi se per tanto tempo mi sono dimenticato di Lei. Prego con mia moglie.
 
Alle volte mi sembra di essere matto; dovrei lavorare, dovrei telefonare a Tizio o Caio; dovrei pensare a che cosa fare, dove andare come agire e invece sono qui a scrivere, a meditare, a lodare il Signore, a chiedere perdono, a occuparmi di faccende che nulla hanno a che fare con il lavoro, con il guadagno, con questo accidenti di foglio elettronico entrate/uscite che mi uccide tutte le volte che lo guardo. 
 
Sento che va bene così; ogni cosa a suo tempo ... Già, domani si lavora e come andrà? Non lo so. Il lavoro ... non è più un fine, ma un mezzo. Che cosa sto pensando? Che non è solamente soldi, ma che serve per costruire qualcosa di buono, che magari il guadagno arriva pure lui.
Comincio a pensare che dopo tutto questo non so come sarà, ma forse io sarò migliore.

Ma vuoi vedere che quello che osservavo io era la cornice e non vedevo il quadro? Che dietro la crisi e il succedersi degli eventi c’è un disegno che non so interpretare? ... Che stia sbocciando un fiorellino chiamato fede?  

Paolo
 

pubblicato in data: 12/02/2012 13:25:33    :2566

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