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TESTIMONIANZA - L'ESPERIENZA DELL'AFFIDAMENTO
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Il più grande frutto che ho ricevuto dall’incontro con Gloriosa Trinità è stata la conoscenza intima di Gesù. Un Gesù che ho scoperto essere vivo, umile e maestro, che sta vicino a noi, che è vicino a me, che interagisce con me, non nel modo che ovviamente desidererei, ascoltando la sua voce e vedendo i suoi occhi, ma sentendo la sua presenza nella mia vita, nel mio spirito, nella mia coscienza.
Un Dio col quale ogni giorno cerco di condurre la mia vita, condividere i miei istanti, le mie scelte, i miei desideri, i miei progetti…
Ho imparato quanti frutti preziosi porta con se l’umiltà di spirito soprattutto quella intima, quella che nessuno vede ma solo il mio cuore sente, che mi fa capire che ciò che posso fare da sola non è poi così grande, perché le mie fragilità sono dei macigni coi quali non riesco a fare grandi passi.
E allora ho conosciuto l’esperienza dell’affidamento, del riporre fiducia in ciò che non sono io, e cioè in Gesù.
L’ho capito in un istante, quando Gesù me lo ha fatto vivere facendomelo comprendere in una maniera che solo Lui poteva immaginare…
..in una giornata di vacanza, in un momento di pace interiore e di contemplazione di un delizioso villaggio olandese di pescatori, dove già da giorni il Signore aveva riempito il mio cuore di momenti di riposo e di visioni liete, seduta in un bar all’aperto noto un passerotto che si avvicina a me per cogliere qualche briciola dal mio spuntino. Aveva un comportamento piuttosto ardito nell’avvicinarsi coraggiosamente a me per tentare di cogliere le briciole che gli lanciavo per terra, ma queste finivano nelle fughe della pavimentazione lasciandolo a bocca asciutta.
Allora ho pensato scioccamente di porgergli direttamente dalle mie mani qualche briciola così che non andasse persa nel pavimento e all’improvviso, armato di un insolito coraggio, il passerotto si è diretto verso la mia mano e rimanendo a mezz’aria ha afferrato il boccone che però non ho lasciato subito, per l’emozione di poterlo quasi accarezzare.
Con stupore ho provato a porgergli di nuovo dei piccoli bocconi chinandomi su di lui e come per incanto si è fidato e si è spontaneamente avvicinato mangiando dalle mie mani più e più volte, con una tenerezza e una delicatezza che all’improvviso mi ha fatto sentire nel cuore come Gesù ci vede. Ecco come ci vede, ecco come mi vede!
Ecco come dovrei comportarmi, con fiducia!!!
Così come il passerotto ha ricevuto più che qualche magra briciola non dimostrando paura, così anch’io fidandomi di Gesù posso ricevere di più di quel poco che spero, posso ricevere il mio vero bene. Così come quel passerotto ha suscitato in me un’infinita tenerezza, così anche il Signore si commuove davanti al nostro cuore perché siamo suoi figli, perché ci ama di un amore libero a tal punto che non ti costringe con la forza alla fiducia in lui, ma ti invita sperando che tu creda, che tu ti avvicini a lui.
Ho compreso che spesso il mio bene si realizza nel modo che non penso io, nei tempi che non progetto io, perché in fondo il mio bene lo conosce chi mi ha creata, chi mi ama a tal punto da accompagnarmi ma non costringerci sulla strada a fianco a lui.
E allora dal momento in cui faccio l’esperienza dell’affidamento (essendo io una povera pecorella è per me ogni volta un grande sforzo perché la paura ancora non mi abbandona!) all’improvviso vedo il manifestarsi di avvenimenti che spesso non comprendo, che spesso sono il contrario di ciò che speravo, come se fossero apparentemente una sfida. Arrivo anche a pensare che il Signore non mi voglia bene, che non mi ascolti, che lasci compiere a “quello di sotto” mille dispetti, non seguendo le tappe che io gli ho suggerito, ma poi mi concede la luce di comprendere i no, i non adesso, e i numerosi “perché questo e non quello”, e all’improvviso vedo nitidamente il bene ottenuto attraverso le sue vie, i suoi tempi, i suoi modi, perché più io faccio fare, più Lui agisce bene e il mio vero bene è più immediato e vedo anche il male scampato.
L’affidamento è un’esperienza da vivere, perché a raccontarla perde d’intensità, ma da perdere veramente non c’è proprio nulla.
Nella speranza di diventare sempre più brava a sconfiggere le mille paure che mi assalgono a ogni tentativo di affidamento, spero che tutte le anime possano sperimentare questo intimo incontro con l’azione di Gesù e possano ripeterlo all’infinito, perché se noi non lo lasciamo, Lui non ci lascia.
 
Cinzia

pubblicato in data: 19/02/2012 22:10:17    :2369

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