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TESTIMONIANZA - NELLA COMUNIONE CON GLI ALTRI TROVI L'ANCORA DI SALVEZZA
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Mi chiamo Marilena e ho già ben un lustro oltre i 70 anni. Ho frequentato altri cammini di fede in passato che ho dovuto abbandonare per motivi di famiglia. Da tre anni frequento il Movimento e sono grata a chi mi ha proposto di ricominciare a camminare inserendomi in un gruppo con altri fratelli.
Nel mio cammino di fede, si sono alternati momenti di serenità ad altri difficoltosi, gravi, duri da affrontare. La strada da percorrere è stata sovente in salita; ho arrancato, segnato il passo, tentato di riprendermi, ma alla fine è successo di trovarmi sfinita seduta sul ciglio della strada. Sorge allora il dubbio che forse quella non è la strada per me, che non sono all’altezza, che non ho spessore interiore sufficiente per seguirLo. Queste esperienze succedutesi negli anni, mi hanno dimostrato che non si può pretendere di combattere da soli. Non se ne esce! E’ nella condivisione coi fratelli che si trova aiuto e sostegno. E’ nella condivisione coi fratelli che scopri che non sei sola a vivere esperienze difficili. Ma questo, pur avendolo constatato, non lo si ricorda. Già, siamo, o meglio sono, “gente di dura cervice”. Soprattutto si dimentica che proprio nei momenti cruciali il Signore si china su di noi e ci porge la mano che è quella della persona che ti sta accanto. E se anche questa persona avesse difficoltà a rialzarmi, ecco che subito un’altra si affianca in aiuto.
Allora ti accorgi che è nella comunione con gli altri che trovi l’ancora di salvezza, che non puoi essere autosufficiente, che da solo, prima o poi, non reggi più il tuo fardello.
Nel Movimento Gloriosa Trinità abbiamo Don Andrea un “capocordata” che, grazie al suo entusiasmo, sa donarci sostegno e rincuorarci. Occorre però essere “assidui nella preghiera” perché ogni incontro è una medicina per guarire, ritemprarci e progredire con rinnovato fervore. Chi è malato vorrebbe guarire subito, ma le cure d’urto non sempre danno risultati durevoli nel tempo. Il Signore ci vuole guarire con dolcezza ed io spero di sapere attendere, di sapere essere  pianta, finchè la linfa dalle radici salga su sino al cuore e alla mente. Un monaco zen ha scritto: “La via ha una meta ma non ha un termine. La meta è il passo successivo.”  Dio è il nostro cammino e noi camminiamo non per raggiungerlo ma perché Lui ci ha già raggiunti e cammina con noi.

Marilena

            
                       

                 


pubblicato in data: 20/01/2013 15:31:50    :2683

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