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TESTIMONIANZA - INIZIO TERZO ANNO CONSACRAZIONE
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Parlare del ritiro di San Benedetto non è facile, perché si fondono eventi ed emozioni diversi, molti comunitari, altri intimi e personali. E’ stata toccante l’ospitalità, l’accoglienza affettuosa con cui siamo stati abbracciati, direi quasi “coccolati” dalla comunità di San Benedetto, che in questa occasione ha svolto con grande dedizione il ruolo di Marta nella casa di Betania, ma senza quella malinconia di Marta che si sentiva trascurata; abbiamo percepito tutti l’amore e la gioia con cui tutti si donavano perché agli “ospiti” non mancasse nulla. Ci siamo sentiti veramente in una famiglia che si riunisce e si racconta stati d’animo, novità, progetti. L’insegnamento di Don Andrea del sabato sulla comunione dei cuori (uno dei pilastri del nostro movimento) ha trovato una realizzazione concreta e palpabile nella serata e nella giornata successiva.
Ma molto forte è stata anche l’esperienza intima. La sera del sabato, alla fine dell’Adorazione, un breve e semplicissimo rito ha segnato l’inizio del terzo anno del cammino di consacrazione, in un clima di solennità e di profonda commozione. Ho vissuto questo momento con una grande gratitudine per aver avuto l’opportunità di intraprendere questo cammino. Quando mi è stato proposto, in realtà, ho fatto fatica a prendere la decisione, perché non riuscivo a vedere al di là della mia sensazione di inadeguatezza, della paura di intraprendere una vita nuova e dei dubbi sulla possibilità concreta di tener fede agli impegni che la scelta comportava. A questo punto del cammino, dopo due anni, le perplessità sulle mie capacità non sono mutate, ma è cambiato radicalmente il mio modo di vivere. La presenza del Signore nella mia vita mi dice che è Lui che fa la differenza, è la Sua Parola che mi guida, io devo solo dare quel poco che riesco a dare. Oltre alla gratitudine infatti ho provato anche una grande pace, fondata sulla certezza di essere amata e accompagnata sempre.
A chi mi ha chiesto quella sera se ero pronta per iniziare il terzo anno di cammino ho risposto:”Non mi sento all’altezza, ma pronta sì”. In occasione di questo ritiro ho ribadito il mio “sì”, ben sapendo che è un’accettazione alla cieca, che non so dove mi porterà; ma non importa. Mi basta sapere che tutto succederà per la realizzazione di un progetto che non dipende da me, ma che si compie anche con il mio contributo.

Marisa

 


pubblicato in data: 31/03/2013 21:23:24    :2167

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