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TESTIMONIANZA - IL PROFUMO DI DIO
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Sono entrata nel movimento Gloriosa Trinità per una forte chiamata del Signore in occasione del funerale di una cara amica scomparsa in condizioni molto dolorose. Era il 2007 e avevo fortissimo in me il desiderio di trovare un'identità che corrispondesse davvero al mio modo di essere e rispondesse al forte richiamo di incontrare quel Gesù vivo di cui da anni sentivo parlare . Partecipavo alle  serate del lunedì di un gruppo del Rinnovamento dello Spirito e avevo ricevuto da poco l'effusione dello Spirito Santo. Avevo provato un'emozione fortissima e cercavo un Gesù diverso, un Gesù che si manifestasse, che mi accompagnasse, con cui e di cui poter parlare, nonostante avessi sentito con forza straordinaria la sua presenza e il suo sostegno in più di un'occasione nel passato. Avevo nostalgia di quei momenti di calore dolcissimi, di quell'intimità con Lui, del profumo della Sua presenza; mi mancava moltissimo, come se di colpo, volutamente, si fosse preso una pausa di distacco da me.
Ho cominciato a capire che siccome avevo ricevuto le grazie per le quali avevo pregato con insistenza,  il Signore mi chiedeva di non abbandonarlo, di perseverare nella fede anche con quel doloroso silenzio nel cuore, di ubbidire al suo richiamo con perseveranza, anche nella prova. Il silenzio di Dio è il lutto più grande e doloroso; non senti più niente, non provi più nulla, tutto ti diventa pesante e faticoso , una routine totalmente priva di emozioni. Andavo a messa, pregavo, frequentavo ma quasi quasi era più per abitudine, più per non sentire quella profonda malinconia che mi accompagnava. Poi è arrivata quella sera, quella straordinaria omelia di don Andrea che parlava di questa amica scomparsa come se l'avesse conosciuta da sempre. Parlava della morte come della vita. Guardavo questo sacerdote così pieno di Dio e così forte, così determinato, così ancorato alla sua straordinaria fede. Dentro di me mi sentivo proprio piccola, proprio un nulla; guardavo sorpresa tutte le persone che lo circondavano e pregavano con lui, cantavano con lui, invocavano lo Spirito Santo e pensavo che fossero davvero strane, che gesticolassero un po' troppo, che dovessero essere un pò invasate! Ma poi ne ho conosciuta una, un'altra e un'altra ancora. In tutte c'era uno sguardo diverso, una luce, un sorriso, una pace che mi contagiava! Mi sentivo a disagio, diversa, fuori luogo, ma in qualche modo il richiamo era forte, era vivo. Ho cominciato a  presentarmi il lunedì al loro incontro di preghiera in Santa Maria del Carmine insieme a mio marito che era altrettanto attratto e desideroso di trovare un gruppo di persone con cui pregare. Ricordo di aver patito tanto freddo in quella chiesa, un freddo che mi paralizzava, ma era tale il calore che entrava nel mio cuore che piano piano ho imparato a vestirmi con più attenzione, anzi a imbottirmi, pur di riuscire a frequentare. Erano serate "magiche", magiche di una magia santa, cariche di quell'estasi che solo il Signore può farti sentire. Mi sentivo a casa, mi sentivo in famiglia, versavo fiumi di lacrime e sentivo che mi liberavo di tutti i tormenti del passato. Ogni volta che incontravo uno sguardo, che scambiavo un sorriso con qualcuno, mi sentivo circondata da una nuova famiglia e sentivo di appartenervi. Quella comunione di cuori che distingueva tutti loro era come un'ondata di freschezza, un profumo di sincerità, di semplicità, di amore, di Dio. Dopo un anno mi è stato proposto di frequentare il cammino che avrebbe portato alla consacrazione, in forma privata, della mia vita alla Santa Trinità attraverso il Movimento e ho accettato senza pensarci più di tanto. Mi ci sono buttata quasi certa che si fossero confusi, che avessero sbagliato persona, ma poi ho capito di essere stata scelta da Gesù, non perché degna, non perché predisposta, ma perché il Signore mi chiedeva in qualche modo di ringraziarlo, di ricompensarlo per le grazie ricevute e mi chiedeva di imparare a camminare nella gioia nonostante la sofferenza che mi accompagnava. Mi sono buttata, spesso tra il riso e il pianto, spesso con una fatica più grande di me, spesso con la profonda sensazione che non sarei mai arrivata in porto. Ed è così infatti. E' una sensazione che spesso mi invade ancora. Più cammino e più il Signore mi prova, mi chiede di perseverare, mi tempra, mi cambia, mi sostiene e mi lascia cadere, .....ma cammina davanti a me e non permette che distolga il mio sguardo dalla méta. Mi costringe a guardare più in là, verso quel faro che per me rappresenta la gioia interiore, la fiducia totale, l'accettazione incondizionata, l'abbattimento delle mie paure e della mia vulnerabilità. Il cammino è lungo, il percorso è sempre più arduo, ma la gioia di fare un piccolo passo avanti è tanto più grande. Cammino e offro la mia pochezza, la mia perseveranza, il mio sforzo di restare piccola e di nutrirmi di umiltà anche quando l'orgoglio cerca di intralciare i miei passi. Ho imparato a sorridere per tutte le volte che inciampo e a condividere nella gioia ciò che mi appartiene perché tutto ciò che mi appartiene appartiene a Dio, è un dono di Dio.
Ho imparato che quel Gesù vivo è ogni giorno davanti ai miei occhi nelle persone che soffrono, che implorano aiuto, che chiedono una mano. Ho imparato che nel mio piccolo posso fare molto perchè anche il più piccolo dei gesti è grande davanti a Gesù e lo faccio direttamente a Lui.
Il premio arriva, ora sempre più spesso, sotto forma di un abbraccio tenerissimo, di ondate d'amore che riscaldano il cuore, di carezze inaspettate, di commozioni imprevedibili che mi rassicurano della Sua presenza, del Suo incondizionato appoggio, ma soprattutto della Sua infinita misericordia.

Betty

pubblicato in data: 08/04/2013 12:09:49    :2501

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