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TESTIMONIANZA - FEDE E LAVORO
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Il 10 novembre di molti anni fa, prima di conoscere il Movimento, scrissi su un mio diario personale: “Non ho altri progetti se non Gesù stesso in me”. E il Signore mi ha preso in parola, accogliendo questa mia ‘piccola consacrazione’  per condurmi nella  Sua grande Promessa di Consacrazione.

Una premessa per condividervi, con gioia, come vivo la mia fede nell’ambito professionale.

Opero presso un pronto soccorso di Milano, in qualità di infermiera e sono molto felice di aver scelto questa professione.

Quando mi reco al lavoro, mi rendo subito conto di poter mettere in pratica, tutta la formazione e gli insegnamenti che ho ricevuto dal Signore, grazie anche ad una intensa vita comunitaria.

Come dice Papa Francesco nella sua Enciclica Lumen Fidei, la fede “vede”. Infatti mi ritrovo a “vedere” delle circostanze nelle quali intervenire, portando una testimonianza, sia con i fatti che con le parole, di una vita, di un pensiero nuovo possibile!

L’altro giorno, una ragazza riferiva un dolore intercostale che la spaventava molto. In attesa della visita col medico, abbiamo iniziato a parlare ed è emerso una grande paura della vita, una ferita del passato non ancora guarita che le condiziona la vita presente. Le ho condiviso la mia esperienza cristiana, come il Signore mi ha ‘tratto in salvo’ e portata ad una vita nuova, libera e generosa. Era felice di risentire queste parole perché lei stessa era credente, ma aveva fatto ‘addormentare’ la sua fede soprattutto dopo la ferita subita. Ci siamo scambiate il numero di telefono, desiderose entrambe di rivederci alla luce del Signore.

Mi capita spesso anche con i colleghi di dover dare testimonianza della fede che ho dentro. Per me è come una lampada accesa che mi fa riconoscere i bisogni, i desideri degli altri e andare loro incontro,

per portare Dio là dove non vi abita più e regna solo la fatica di vivere. Io stessa, poi, in questo ‘andare’ resto arricchita dagli altri. A volte parto dalle cose anche ‘frivole’, condivido le cose della vita quotidiana, perché chi crede è libero, può parlare di tutto, rimanendo stabile nel Signore.

A volte mi accorgo che, sapendo i miei colleghi della mia vita di fede, se siamo tutti insieme, riprendono il discorso ‘fede’ per scherzare, ma sono attenti anche a quello che dicono, come se in fondo ci fosse un grande rispetto per la vita cristiana. E’ come se bastasse la presenza di qualcuno che crede a cambiare un clima relazionale. Ho osservato che anche le caposala hanno accolto con stima il mio impegno cristiano. Forse hanno capito che cerco di non mettere ‘un’etichetta’, ma è Qualcosa che mi anima dentro, che per esempio mi aiuta  a non attaccare gli altri per difendermi, perché non ne ho bisogno, ma ho la sicurezza che proviene da  Dio.

In sintesi penso che la fede “vede”, la fede ”sente”, la fede ”ama”!

 

Daniela P.                    

 

 

pubblicato in data: 20/10/2013 11:03:17    :2159

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