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TESTIMONIANZA - GRAZIE SIGNORE
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 Unitamente a tutti i consacrati del Movimento i primi giorni di febbraio ho partecipato a Lomza, in Polonia, alla prima assemblea di Gloriosa Trinità.La partecipazione a questa importante riunione mi ha consentito di trascorrere tre intensissime giornate alla scoperta di questa terra e dei suoi abitanti.Potrei lungamente soffermarmi a descrivere la straordinaria bellezza di questa terra così come mi si presentava nella sua versione invernale, ricoperta da un folto manto nevoso che si stendeva per chilometri e chilometri.Potrei soffermarmi sui caratteri dell’accoglienza dei suoi abitanti, che quando ti invitano a casa loro non ti fanno sentire un ospite, seppure di riguardo, ma molto di più: ti fanno sentire uno di loro, un nuovo, ma amato, componente della loro famiglia.

Come dicevo potrei. Ma tutto ciò non renderebbe l’emozione più forte che ho avuto l’occasione di provare in questi tre giorni e che si è verificata una sera, quando, alla fine di una cena a casa di una consacrata polacca del Movimento, abbiamo fatto un momento di condivisione.La Provvidenza ha voluto che quella sera fosse presente fra noi don Jazek, un sacerdote polacco che avevo conosciuto cinque anni fa, proprio in occasione della sua consacrazione al Movimento, a Milano. Allora aveva letto con estrema difficoltà poche parole in italiano ed aveva preferito fare il resto del discorso in polacco, facendolo tradurre da don Andrea.

Lo reincontravo ora, scoprendo, con mia grande sorpresa, che parlava un italiano abbastanza fluente e molto corretto. La sua presenza si è rivelata essenziale perché ha consentito con l’immediatezza della sua traduzione di far circolare tra le persone presenti (eravamo italiani, polacchi e bielorussi) idee, emozioni, preghiere che altrimenti, seppur presenti, sarebbero sicuramente rimaste inespresse. Si è prestato per questa attività di traduzione per quasi un’ora e mezza, tanto infatti è durata la nostra condivisione, uscendone visibilmente affaticato, sia sul piano intellettuale che fisico, ma con la gioia del buon pastore che vede come il suo faticoso lavoro consenta al gregge che momentaneamente gli è stato affidato di comprendersi ed affiatarsi, facendo così circolare al suo interno una fortissima comunione dei cuori. Quando più tardi sono uscito da quella ospitalissima casa, mi ha accolto una serata molto fredda (eravamo intorno ai -20°) ma così tersa da consentire alla volta celeste di specchiarsi sul manto immacolato della neve che ricopriva il terreno a perdita d’occhio.

Di fronte a un tale spettacolo e dopo una così intensa serata mi sono sentito di ringraziare profondamente il Signore per quella terra, così particolare, per i suoi abitanti, così ospitali, ma soprattutto per averci donato la presenza di quel piccolo (di statura) ma grande (di cuore) pastore.

Paolo


pubblicato in data: 16/02/2014    :1987

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