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TESTIMONIANZA - LA REDENZIONE NON FINISCE MAI
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All’età di sette anni, tramite mia nonna, avevo scoperto il Signore. All’età di ventuno anni, dopo un un’adolescenza di ribellione e continuo rifiuto dell’amore di Dio, ero ritornata tra le Sue braccia.

La presenza del Signore aveva strasvolto completamente la mia vita. Avevo riscoperto un Padre che giorno dopo giorno realizzava in me grandi prodigi. Come un artista mi plasmava a sua immagine e somiglianza, rendendomi la Sua opera d’arte. In pochi anni, grazie al suo grande amore ed alla sua immensa carità, ero diventata più matura, mite e la gioia per la vita prendeva il posto all’ansia e al nervosismo che da sempre avevano caratterizzato la mia personalità. Ero talmente innamorata del mio Signore e così piena del Suo amore che non potevo più tenerlo solo per me.

Grazie al mio parroco, avevo incominciato ad annunciare la Parola di Dio prima ai bambini, poi agli adolescenti, agli studenti universitari ed infine ai carcerati. Le mie giornate erano piene di impegni parrocchiali, di volontariato e di preghiera. Incontravo tante persone  completamente diverse da me, carcerati, tossicodipendenti, vagabondi, con scelte di vita forse opinabili, ma ognuna di queste mi donava più di quello che tentavo con il mio volontariato di dargli. Ancora una volta il Signore mi aveva fatto un dono prezioso: aveva permesso che nella mia vita di “borghesuccia” entrassero gli “ultimi”.

Ero piena di gioia e circondata di persone che mi amavano e stimavano profondamente. Tuttavia, era una vita destinata a terminare perché di lì a poco il Signore mi avrebbe chiamata a lasciare tutto per seguire una nuova strada. Per motivi di lavoro nel 2011 partii per Milano. Nel giro di una settimana avevo lasciato la mia famiglia, il mio ragazzo, i miei amici, la parrocchia e il mio tanto amato paese. Mi ero ritrovata in una città nuova, dove non conoscevo nessuno e con ritmi di vita totalmente diversi da quelli cui ero abituata.

L’ansia a poco a poco ricominciava a dominarmi, la paura mi offuscava la mente. Nel giro di tre mesi ero già stata ingoiata dalla frenesia della città, dal suo stile di vita e dalla mentalità capitalista che la dominava. Dopo un anno ero diventata un avvocato in uno studio internazionale, fissata per la forma fisica e per gli abiti, troppo impegnata nel lavoro per dedicare al Signore più di un’ora la domenica. Era rimasto ben poco dell’opera di Dio, meno di un anno per annullare il tanto lavoro compiuto su di me (o, almeno, era questo che credevo!).

Tuttavia, il Signore nella sua infinita grandezza, nonostante il mio tradimento, mi è stato vicino passo dopo passo e mi ha donato un’altra via di salvezza: Gloriosa Trinità. Dalle catechesi di Don Andrea e dalla condivisone con altri fratelli di comunità, ho realizzato il senso della mia esperienza a Milano. Ho meditato sulla storia di Pietro che, prima del Getsèmani, convinto della sua forza e coraggio, prometteva eterna fedeltà a Gesù: “Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò”; ma, al primo momento di paura e di solitudine non aveva esitato a disconoscerlo e a mettere da parte i momenti trascorsi insieme, i miracoli e le prove d’amore dimostrategli. Mi sono, quindi, chiesta: “Perché dopo un atto così grave, quale il tradimento, era iniziato il vero cammino di santità di Pietro?”. La risposta me l’ha suggerita la mia stessa vita: non diventiamo santi perché siamo bravi, forti e grintosi, ma perché il Signore ha deciso di amarci incondizionatamente, senza pretendere nulla in cambio. La consapevolezza della nostra mediocrità e infinita debolezza ci rende in realtà forti, perché solo quando cadiamo abbiamo la possibilità di constatare la superiorità di Dio e di affidarci a lui. Sono ricaduta nel peccato, ho sbagliato, ma il cammino della redenzione non finisce mai. Non esiste maledizione più grande per un cristiano di quella di sentirsi arrivato!

Il Signore ha fatto molte clausure nella vita, per dimostrarmi che esistono tante cose e persone importanti, ma sola una è veramente indispensabile: l’amore di Dio. Solo oggi capisco che posso perdere tutto nella vita, avere problemi e difficoltà, ma, se Lui è al mio fianco, avrò sempre una ragione di vita e la forza per andare avanti.

Francesca


pubblicato in data: 03/03/2014 11:20:31    :2077

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