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TESTIMONIANZA: DA EVANGELIZZATORE A EVANGELIZZATO
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Vorrei condividere con voi non solo la gioia dell'evangelizzazione, ma riscoprire e riflettere sulle caratteristiche dell'evangelizzatore che sono in me, quindi sulla gioia che c'è in me. Questo mi permette di fare un serio esame di coscienza ed ovviamente capire a che punto sono nella mia vita spirituale riguardo a questa realtà. Mi sono trovata a parlare con Gesù e gli ho chiesto: “Ma Tu che mi invii nel mondo a parlare di Te ed annunciare il tuo Vangelo, ti fidi di me? Sei sicuro che sia degna di proclamare il Tuo nome  e annunciare la buona Novella?”. La Tua risposta, caro Gesù, è stata semplicissima: “Cara la mia consacrata, ricordati che io per primo ti amo sempre, in ogni circostanza, quindi non posso mai abbandonarti, basta che tu mi ascolti e, se mi vuoi partecipe nella tua vita, io ci sono sempre”.

Poi Gesù  mi ha stimolato chiedendomi: “Ma tu sai portare il mio profumo a Dio tramite i tuoi fratelli? I tuoi fratelli sentono questo profumo? I tuoi fratelli vedono in te Gesù? Tu sei luce del mondo?”. Ho riflettuto e mi sono vista: quando incontro un fratello, come mi comporto? Qual è il mio atteggiamento? Cerco di leggere nello sguardo del fratello quello che mi vuol comunicare, al di là del suo modo di essere? Vedo quello che il suo cuore cerca? Cerco di essere attenta, luce nel mondo, ma alcune volte sono superficiale mi fermo a quello che il fratello dice, senza cercare in lui Gesù, magari un Gesù scomodo che mi sta chiedendo amore, magari mi chiede di amare con sacrificio e non potrei quindi restare ferma.

Qui esce la mia incoerenza, perchè non mi lascio coinvolgere in chi cerca amore e ha fame di Dio. Mi è più semplice ed accettabile aiutare coloro che hanno fame di pane, perchè riesco più facilmente a soddisfare alcuni dei loro bisogni, esistono tante strutture che possono aiutare, quindi mi appoggio a loro.

Allora Ti rendo grazie, Gesù, perchè mi fai incontrare il povero, perchè è il mezzo affinché io possa vederti, toccarti e servirti. Tramite il povero, in questa Quaresima, desidero fermamente non voltare mai le spalle ai poveri, sia che siano ricerca di Dio, sia che abbiano fame di pane.

Mi rendo conto che è importante essere pronta al servizio per Gesù, qualunque servizio esso sia, comunque sempre con un sorriso.

In sintesi, l'evangelizzatore, non ha bisogno di essere laureato, possedere beni terreni, essere affrancato in un certo tipo di società, ma deve innanzitutto conoscere Gesù, averlo nel cuore, credere nella giustizia ed applicarla, essere un uomo di pace, credere ed attuarla, e per avere la forza di vivere serenamente in questo mondo; deve essere un uomo di preghiera, essere contemplativo in mezzo al mondo. Voglio appartenerti, caro Gesù, e desidero metterti al primo al primo posto nei valori della mia vita, sentire e credere che Tu sei il Signore della mia vita.

Non sono io che cerco Dio, ma è Dio che si fa sempre presente. Se penso ed agisco come Te, allora sì che senz'altro evangelizzo, perchè Tu sei amore e io posso portare solo amore, con gioia.

Voglio inoltre condividere con tutti voi questa esperienza vissuta che mi ha scaldato il cuore.

Ho incontrato, nel servizio di patronato, un uomo che a 50 anni è rimasto senza lavoro. Ha una figlia di 10 anni e una moglie molto malata, di una malattia che si è sviluppata durante l'allattamento della loro bimba. La malattia ha provocato nella moglie uno stato invalidante. Oggi quest'uomo, oltre che badare alla figlia e alla moglie, ha cercato di inventarsi come mangiare: cerca, nelle cose che gli altri scartano, il buono per potersi vestire e cucinare. Il bello di tutto è che quello che riesce, diciamo così a produrre, lo condivide con le persone che sono in stato di povertà. La serenità di quest'uomo è davvero grande e mi ha confidato che la forza, nella situazione gravosa e pesante che sta vivendo, gli viene solo dalla preghiera. "Dio è nella mia vita ogni giorno…e sa - mi ha detto - sono sicuro che Lui c'è e mi accompagna”. Ringrazia, questo grande uomo, le persone che gli hanno fatto scoprire Dio, che l'hanno accompagnato ad amarlo e renderlo presente nella sua vita.

Questo fatto, mi verrebbe voglia di dire miracolo, mi ha donato moltissimo, mi ha fatto sentire la misericordia e la grandezza di Dio. Pensavo di essere evangelizzatrice e invece mi sono sentita evangelizzata.

Maria


pubblicato in data: 08/04/2014 10:00:03    :1666

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