REGISTRATI   |  
   

RSS   Facebook   Twitter

Italiano   English   Polish


VACANZA COMUNITARIA 2015: E TORNARONO PIENI DI GIOIA!
Share |
25 luglio 2015 - 1 agosto 2015

Dal 25 Luglio al 1 Agosto 2015 abbiamo vissuto la Vacanza comunitaria a Marcelli di Numana, sul tema:

"...e tornarono pieni di gioia!".

E' il momento spirituale pù forte dell'anno, vissuto nella comunione, nella preghiera, nel relax, che ci riempie di Spirito Santo per un nuovo slancio di evangelizzazione.

guarda le foto

Santa Messa, Sabato 01 Agosto - Omelia , di don Andrea Swiecinski

L'apostolo non può evangelizzare senza gioia. Il teologo della gioia è san Paolo che ha spiegato tutta la teologia della gioia. Paolo scrive e parla della gioia, sta preparando il filo conduttore della gioia mentre si trova in carcere. La gioia cristiana nasce nella sofferenza. Nella lettera ai Filippesi cap.3 San Paolo dice: rallegratevi sempre nel Signore!" Nel Vangelo di oggi vediamo Erode incarcerare Giovanni il Battista. Egli non ascolta la voce del profeta. Mi ricorda un midrash ebraico che commenta una situazione simile. Un re di Israele ferito alla gamba rischiava di perderla e uno dei suoi ministri, un profeta, che diceva sempre una frase quando succedeva qualcosa di doloroso agli uomini, gli disse: "tutto serve per il bene!" Il re si arrabbiò e lo mise in carcere. Dopo un po' il re andò a visitare una città e cadde n un imboscata. Fu rapito da un gruppo di pagani cannibali. Preparato già il sacrificio si accorsero della enorme ferita che aveva sulla gamba e decisero di non offrire ai loro dei un sacrificio così scarso, incompleto, perché si offrivano sempre sacrifici perfetti. Allora lo rilasciarono. La prima cosa che il re fece tornando fu di liberare colui che aveva incarcerato dicendo che aveva avuto ragione nel dire che tutto concorre al bene! "Se non avessi avuto la ferita mi avrebbero mangiato."

Siamo in carcere anche noi e pensiamo che questo male non abbia nulla a che fare con la gioia. S. Paolo dice: "rallegratevi sempre nel Signore." C'è sempre un motivo per gioire! Vediamo come si costruiscono la gioia dell'individuo e quella della comunità: la mia gioia deve diventare comunitaria. Come nasce la gioia personale? Dal perdono che Dio mi dà! Pensiamo al famoso figliol prodigo che torna dal padre e si sente perdonato. Paolo è tornato perdonato ed è riuscito a sentirsi felice anche in carcere. Vi sentite voi perdonati da Dio? Anch’io mi sento perdonato. Il perdono deve dare un frutto è quel frutto è il perdono che io, perdonato, devo offrire al mio prossimo. Se il perdono di Dio crea in me una gioia personale, il perdono di un uomo a un altro crea la gioia comunitaria. La comunità che non è gioiosa non può né evangelizzare né andare in missione. Quando noi non perdoniamo i nostri fratelli! Una volta anche padre Tze Tze mi ha detto: "vedo nella tua comunità tanti carismi ma non vedo la gioia! Li vedo un po' tristi!"Perché ? Perché non ci perdoniamo gli uni gli altri mentre Dio non ha fatto alcun conto e ci ha perdonato subito! La radice della tristezza è proprio qui. La gioia viene dalla decisione di amare Dio e il prossimo . Ho visto un immagine, un grande muro: da una parte c'era un angelo del Signore e dall'altra satana. Sopra questo muro c'era l'uomo e l'angelo lo pregava di scegliere la strada della sua parte per scendere. Il contrario faceva satana, stava in silenzio, sereno. Dopo un po' di tempo l'angolo si stufa di persuadere l'uomo e chiede a satana: "perché taci"? Satana risponde: "finché lui non prende una decisione è mio!" Se non hai ancora deciso di amare tua moglie, il tuo sacerdote, la tua comunità, la tua missione, sei già del demonio. Se non prendi la decisione di perdonare sei dalla sua parte. Lui ti aspetta serenissimo. Avete partecipato agli esercizi e l'angelo del Signore vi ha parlato per giorni. Adesso tocca a voi scegliere. Non potete tenere il piede in due scarpe. Dentro o fuori! Se rimanete indifferenti siete sempre fuori! Un pensiero teologico per concludere: la gioia ha due tipi di dinamismo, un dinamismo mariano che è quello della gioia e un altro che è quello Paolino. Il dinamismo mariano è la gioia del compimento (l'angelo del Signore annuncia alla Madonna il concepimento). Perciò il dinamismo mariano significa iniziare ogni giorno come un grembo in cui Dio manda la Parola e io faccio di tutto perché questa Parola si realizzi. Se vivrò la giornata così , la mia giornata avrà il dinamismo della gioia della Madonna. Aprite ogni giornata con la lettura del Vangelo e anche alla fine della giornata soffrite tutto dal profondo del cuore. Il dinamismo Paolino è il dinamismo della gioia , dell'annuncio. Devo uscire e condividere tutto quello che la Parola ha suscitato dentro di me. Come la Madonna che prima concepisce nel suo grembo Gesù, prova una gioia interiore e poi esce per andare a comunicare questa gioia ad Elisabetta. Anche voi avete ricevuto questa gioia e dovete adesso esercitare il dinamismo Paolino altrimenti questa gioia anziché farvi bene vi farà male! Ricordo la mia gioia di quando il Signore mi ha chiamato! Quando noi a causa dei peccati del mondo non vogliamo andare verso l'uomo per servirlo diventiamo gli uomini più infelici del mondo! Mai ho visto persona più triste di un sacerdote che non fa il suo dovere, che non confessa, che non esercita bene il suo sacerdozio... Domandiamoci anche noi perché la nostra anima è triste. Perché le abbiamo impedito di uscire verso l'amore del prossimo. Concludiamo ricordando che la gioia cristiana è stata descritta da san Paolo in carcere.

Rallegratevi sempre nel Signore perché tutto è per il bene! Tutto! Gesù è sceso agli inferi per dare gioia agli uomini. Ora è qui sull'altare e preghiamo che scenda agli inferi che è la nostra vita mondana e ci salvi.

Amen


Foto

 


   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

pubblicato in data: 30/07/2015    :9569

APPUNTAMENTI:

Leggi tutte le news…



Fondazione Regina del Rifugio - Tutti i diritti riservati - P.IVA 04794140964 - Termini di utilizzo e Privacy
Realizzazione MC Service CAD Graphic & Project