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PER MEZZO DI MARIA: MADONNA DEL FRASSINO
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Madonna del Frassino Peschiera del Garda  

L’11 maggio del 1510 un contadino, Bartolomeo Broglio, era ritornato al suo campo nella contrada della Pigna, da poco sgomberata dalle truppe Francesi accampate fuori le mura. Quel mattino, mentre lavorava tranquillamente, fu colpito, ad un tratto, da uno strano fruscio, una serpe lo stava per aggredire. 

Bartolomeo istintivamente rivolge un’invocazione alla Madonna e con sollievo vede che il serpente si allontana. Nello stesso istante, è attratto da una luce tra i rami di un alto frassino.

Si avvicina e con meraviglia vede, nello splendore, una piccola statua della Madonna con in braccio il Bambino. Colmo di gioia, comprende che è stata la Vergine a salvarlo; bacia la statuetta e se la porta a casa, dove racconta ai familiari quanto gli è accaduto. Preoccupato di conservare quel tesoro, depone la statuetta in un cassettone che ritiene sicuro. La notizia dell’apparizione, però, si pro paga. Tutti vogliono vedere la statuetta e Bartolomeo non sa dire di no: apre il cassettone, ma con sorpresa non trova la statua. Sconvolto, corre al campo e vede nuovamente la statua della Madonna tra i rami del frassino.

La notizia del fatto straordinario si diffonde in un baleno, e i fedeli accorrono per implorare grazie e benedizioni dalla Vergine. Il parroco, Monsignore, Antonio Cornacchi, informa il Vescovo.

Poi, la statuetta è portata in processione a Peschiera e collocata nella chiesa della Disciplina, custodita sotto chiave in un tabernacolo. L’afflusso del popolo continua ininterrotto, ma un giorno il custode aprendo il tabernacolo dove l’immagine è custodita, lo trova vuoto.

La Madonna è tornata sul frassino, a dimostrazione che desidera, essere venerata in quel luogo.

La Vergine dal volto soave, raffigurata nella statuetta alta circa 14 cm, è ritta su di un piedistallo, avvolta da una veste che le scende in leggere pieghe sino ai piedi. Sul capo porta la corona regale e con la destra stringe al petto Gesù, che guarda con immensa dolcezza la Madre e tende verso di lei le braccia nude.

Nel frattempo, la gente costruisce una cappella, affidata dapprima ai Servi di Maria e poi ai Frati Minori Francescani, i quali edificano la bella chiesa detta appunto “della Madonna del Frassino”, sin dal 1514. Da cinque secoli, il santuario è centro di fede per gli abitanti delle zone circostanti, nonostante le dolorose vicende che lo coinvolsero. Le truppe di Napoleone prima, l’esercito piemontese del maggiore Alfonso Lamarmora poi, in lotta contro l’Austria per l’indipendenza dell’Italia, recarono distruzione e rovine.

La Madonna, però, ha sempre vegliato sulla sua Casa e la pace di Villafranca, nel 1859, ha salvato definitivamente il santuario.

Nel 1930, la Madonna del Frassino è incoronata solennemente e nel 1933, su unanime richiesta dei parroci e dei sindaci delle terre del Lago, è proclamata Regina del Garda. Monsignore Eugenio Ravignani, Vescovo di Trieste, così sintetizzava nel 1990 il messaggio che ci viene dalla Madonna del Frassino: “È una Madonna silenziosa, non ha detto una parola. Lei tace. L’umiltà del suo silenzio... Ci troviamo davanti ad una piccola statua: è l’umiltà della sua piccolezza, di Lei che sempre amò chiamarsi Piccola. E poi, questo strano fatto l’immagine scompare e si trova là soltanto dove è apparsa la prima volta: l’umiltà di essere nelle mani di Dio, che la collocalà dove Egli vuole”.

 


pubblicato in data: 09/11/2014 14:26:51    :2923

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