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PAPA FRANCESCO: DIGIUNO DALL'INGIUSTIZIA
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«Usare Dio per coprire l’ingiustizia è un peccato gravissimo». Il severo monito contro le iniquità sociali, soprattutto quelle provocate da quanti sfruttano i lavoratori, è stato pronunciato da Papa Francesco durante la messa celebrata venerdì mattina, 20 febbraio, nella cappella di Santa Marta.

Il Pontefice ha preso spunto dalla preghiera con cui all’inizio del rito è stata elevata al Signore la richiesta «di accompagnarci in questo cammino quaresimale, perché l’osservanza esteriore corrisponda a un profondo rinnovamento dello Spirito». Cioè, ha chiarito, affinché «quello che noi facciamo esteriormente abbia una corrispondenza, abbia frutti nello Spirito»: insomma, «che quella osservanza esteriore non sia una formalità».

Per rendere più concreta la sua riflessione, Francesco ha fatto l’esempio di chi pratica il digiuno quaresimale pensando: «Oggi è venerdì, non si può mangiare carne, mi farò un bel piatto di frutti di mare, un bel banchetto... Io osservo, non mangio carne». Ma così — ha subito ribattuto — «pecchi di gola». Del resto, proprio «questa è la distinzione fra il formale e il reale» di cui parla la prima lettura liturgica, tratta dal libro del profeta Isaia (58, 1-9a). Nel brano la «gente si lamentava perché il Signore non ascoltava i suoi digiuni». Da parte sua il Signore rimprovera il popolo, con parole che il Pontefice ha così riassunto: «Nel giorno del vostro digiuno, voi curate i vostri affari, angariate tutti i vostri operai. Voi digiunate fra litigi e alterchi e colpendo con pugni iniqui». Perciò «questo non è digiuno, non mangiare la carne ma poi fare tutte queste cose: litigare, sfruttare gli operai» e via dicendo.

Anche Gesù, ha aggiunto Francesco, «ha condannato questa proposta della pietà nei farisei, nei dottori della legge: fare tante osservanze esteriori, ma senza la verità del cuore». Il Signore dice infatti: «Non digiunate più come fate oggi, cambiate il cuore. E qual è il digiuno che io voglio? Sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo, dividere il pane con l’affamato, introdurre in casa i miseri, i senzatetto, vestire uno che vedi nudo senza trascurare i tuoi parenti, facendo giustizia». Questo, ha precisato il Papa, «è il digiuno vero, che non è soltanto esterno, un’osservanza esterna, ma un digiuno che viene dal cuore».

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pubblicato in data: 01/03/2015 12:29:30    :2283

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