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PAPA FRANCESCO: CONTRO LA PENA DI MORTE
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22 marzo 2015

Eccellentissimo Signore
Federico Mayor
Presidente della Commissione Internazionale contro la Pena di Morte
Signor Presidente,

Con queste parole, desidero far giungere il mio saluto a tutti i membri della Commissione Internazionale contro la Pena di Morte, al gruppo di paesi che la sostengono e a quanti collaborano con l’organismo che lei presiede. Desidero inoltre esprimere il mio ringraziamento personale, e anche quello degli uomini di buona volontà, per il loro impegno con un mondo libero dalla pena di morte e per il loro contributo volto a stabilire una moratoria universale delle esecuzioni in tutto il mondo, al fine di abolire la pena capitale.

Ho condiviso alcune idee su questo tema nella mia lettera all’Associazione Internazionale di Diritto Penale e all’Associazione Latinoamericana di Diritto Penale e Criminologia, del 30 maggio 2014. Ho avuto l’opportunità di approfondirle nel mio discorso di fronte alle cinque grandi associazioni mondiali dedite allo studio del diritto penale, della criminologia, e della vittimologia e le questioni penitenziarie, del 23 ottobre 2014. In questa occasione, desidero condividere con voi alcune riflessioni con cui la Chiesa possa contribuire allo sforzo umanistico della Commissione.

Il Magistero della Chiesa, a partire dalla Sacra Scrittura e dall’esperienza millenaria del Popolo di Dio, difende la vita dal concepimento alla morte naturale, e sostiene la piena dignità umana in quanto immagine di Dio (cfr. Gn 1, 26). La vita umana è sacra perché fin dal suo inizio, dal primo istante del concepimento, è frutto dell’azione creatrice di Dio (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2258), e da quel momento, l’uomo, la sola creatura che Iddio abbia voluto per se stesso, è oggetto di un amore personale da parte di Dio (cfr. Gaudium et spes, n. 24).

Gli Stati possono uccidere per azione quando applicano la pena di morte, quando portano i loro popoli alla guerra o quando compiono esecuzioni extragiudiziali o sommarie. Possono uccidere anche per omissione, quando non garantiscono ai loro popoli l’accesso ai mezzi essenziali per la vita. «Così come il comandamento “non uccidere” pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana, oggi dobbiamo dire “no a un’economia dell’esclusione e della inequità”» (Evangelii gaudium, n. 53).

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pubblicato in data: 22/03/2015 11:27:22    :889

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