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TESTIMONIANZA: RIMANERE LI' E NON SCAPPARE ALTROVE
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Sono sposa e madre di una bambina di nove anni, Benedetta. La mia conversione inizia durante un’Adorazione Eucaristica dove il Signore mi chiamava ad un radicale cambiamento di vita. E’ stata una risposta ad una chiamata, una risposta ad una proposta di vita in Gesù e per Gesù.

Per questo  motivo successivamente è maturata la scelta, insieme a mio marito, di consacrare le nostre vite a  Gesù nel Movimento Gloriosa Trinità. Infatti uno dei Pilastri del Movimento, quello Cristologico, dice: “Gesù Cristo è il centro in della nostra vita, tutto comincia da Lui e porta a Lui, Gesù è Alfa e Omega, tutti  i nostri passi, gesti, opere ed intenzioni devono partire da Lui e portare a Lui, tutto vuole essere fatto per Cristo, con Cristo ed in Cristo. Solo attraverso di Lui possiamo giungere  alla vittoria quotidiana e definitiva sul male”. Mi chiama a Lui alzandomi in piedi, mi rimette in piedi, mi aiuta a camminare e lo fa con tutti coloro che come  me sono caduti perché stanchi o sfiduciati, perché hanno perso la strada, la Santa rotta, quella per  cui vale la pena seguirlo. Gesù ha incontrato il mio desiderio di rispondere ad un vuoto profondo, ad una sete che le proposte del mondo non dissetano, non appagano definitivamente, ha riempito il mio nulla. Se dopo la mia vita non esiste niente, penso non ci sia l’eternità, io vivo per niente, vivo già nel niente. L’Adorazione Eucaristica è farmaco di immortalità, è caparra ed anticipo di vita eterna. E’ un rimedio alla mia mortalità, è Cristo che in ogni momento della mia vita torna dall’aldilà nell’Eucarestia per non lasciarmi sola già su questa terra. La mia vita ha come obbiettivo  l’eternità; se non fosse così, non avrebbe una meta, una motivazione, finirebbe nel nulla ed anche la mia quotidianità sarebbe un avanzare a vuoto.

Avendo spostato Dio dalla mia vita, andavo verso il nulla, mi mancava mettere al centro Dio, ristabilire quell’equilibrio, quell’ordine di sentirmi creatura amata dal suo Creatore: l’Adorazione Eucaristica esalta la grandezza del Signore, è la prostrazione dello spirito dell’uomo davanti al Re della Gloria. Ecco perché, quando adoro Gesù nel Santissimo Sacramento non solo sosto davanti a Lui, ma entro in comunione con Lui, perché Gesù non è un’idea, ma una persona viva e vera, mi immergo nel suo amore, entro nella sua mentalità, ne assorbo i desideri, i pensieri, le azioni, scopro anche l’amore per gli altri, mi svuoto di me stessa, diminuisco per dare spazio a Lui affinché cresca in me, scopro quell’amore che io da sola non posso produrre.

L’Adorazione Eucaristica è il proseguimento della S. Messa. Già S. Agostino infatti diceva: “Nessuno mangia di questa carne senza prima adorarla”. Peccherei se non la adorassi. Nell’Eucarestia il figlio di Dio mi viene incontro e desidera unirsi a me. Solo adorandoLo posso  maturare un’accoglienza profonda e vera di Dio. In un’Omelia, il fondatore del nostro Movimento, Don Andrea Swiecinski, ha detto: “Noi siamo quello che contempliamo e diventiamo ciò che contempliamo”. Se contemplo Gesù nel  SS. Sacramento, divento donna spirituale, donna di preghiera; se invece non contemplo Dio, divento il riflesso dei miei idoli. Il segreto della mia felicità, la mia felicità è la gioia di stare alla presenza dello Sposo, nell’udire la Sua voce e nel gioire in essa. La mia gioia non è tanto essere o diventare qualcuno, ma semplicemente essere figlia di Dio, amica di Cristo; ciò che soddisfa il cuore è essere occupati  da Cristo, invasi  da Lui. Il desiderio è quello di rimanere lì e di non scappare altrove. Fisso gli occhi  su di Lui e mi delizio della Sua presenza. La mia gioia è completata. In Lui ho trovato tutto quello che desidero. Le correnti d’inquietudine non possono toccare la figlia di Dio. Posso testimoniare che la contemplazione trasforma, muta i desideri  in progetti santi, trasforma la mia mentalità mondana in vita in uscita verso l’evangelizzazione, non trattengo per me ciò che mi ha reso felice e divengo testimone di Colui che mi ama. Come il girasole orienta la propria crescita e bellezza verso il sole, così il discepolo di Cristo orienta la propria vita verso la luce, in un processo che, per la potenza dello Spirito Santo, sempre più mi assimila a Cristo e, in Cristo, a Dio. L’anima vive nella presenza di Dio, vive nella sua luce; così, come un cristallo illuminato dal sole, diventa egli stesso sorgente di luce.

Con il trascorrere del tempo ho compreso che il primo dovere per un cristiano è vivere di questa presenza per essere illuminati dalla sua luce; il secondo deriva necessariamente dal primo, è essere luce e segno per gli altri. E’ proprio in questo atto personale d’incontro con il Signore che in me è maturata anche la missione ad uscire, e questo rompe le barriere non solo tra il Signore e me, ma soprattutto le barriere che mi separano dagli altri.

Mariangela


pubblicato in data: 21/09/2015 15:30:00    :1601

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