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TESTIMONIANZA: ETERNA E' LA SUA MISERICORDIA
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La misericordia è pietà, compassione, che nasce dall’amore, ma amore non da pari a pari, amore di padre e di madre insieme, amore di chi ha una visione più ampia, come quello dei genitori che educano in base ad un progetto, come quello di Dio, che corregge, a volte punisce, ma anche stimola, spinge avanti, incoraggia (come un padre), altre volte abbraccia, accoglie, consola, accarezza (come una madre). Se paragoniamo la misericordia di Dio all’amore di padre e madre ci rendiamo  conto di quanto sia indispensabile, anzi vitale per ogni uomo, perché lo nutre, lo fa crescere, lo forma, lo accompagna sempre; il Signore ce la dona ogni giorno.

Pensando alla misericordia del Signore, mi sono resa conto che da quando apro gli occhi la mattina a quando li chiudo la sera, ma anche quando dormo, ogni istante, ogni respiro è frutto della sua misericordia, perché non c’è nulla di tutto quello che ho avuto e che ho che io sia in grado di meritare. In quest’ottica riesco anche ad intuire il senso di quell’invito, così difficile da realizzare, a ringraziare anche per la sofferenza, per il dolore che mi sembra ingiusto e senza senso. Il senso sta nella fiducia che ripongo nel Signore come Signore di tutta la mia vita, che sa quello che fa e perché lo fa, ma soprattutto che fa ogni cosa per amore, sapendo cosa è meglio per me. Il sentirsi amati e protetti dona la capacità di accettare e aiuta ad amare.

Mi viene in mente un racconto ebraico in cui un genitore porta dal rabbino il giovane figlio un po’ indocile e incostante. Il rabbino dice al padre di lasciarglielo un po’, prende il ragazzo vicino a sé, lo stringe al suo cuore e in silenzio lo tiene così finché torna il padre e il rabbino gli dice “ Gli ho fatto un bel discorsino, vedrai che la costanza non gli mancherà più”. Quando il ragazzo divenne adulto, raccontava questo fatto e aggiungeva: ”Ho imparato allora come si convertono gli uomini”.

Noi, in una situazione del genere, siamo più inclini a insegnare, a indirizzare, a rimproverare con discorsi anche giusti, ma troppo spesso senza preoccuparci di far sentire e far trasparire l’amore, così i nostri insegnamenti restano privi di anima, non toccano il cuore e non ottengono alcun risultato. Io ho sperimentato involontariamente questa situazione con il mio nipotino di 5 anni: quando esce dall’asilo e vede me invece della mamma si intristisce e mi tiene il broncio. Le prime volte cercavo di parlargli, di dare spiegazioni o di distrarlo, di farlo parlare, ma non c’era niente da fare. Poi ho provato  a tenerlo  un po’ vicino, senza dire nulla, accarezzandolo. Dopo questa pausa riprende in mano la sua vita, accetta anche la mancanza della mamma e torna sorridente e tranquillo. E’ bastato un momento di tenerezza  in cui si sente accettato per quello che è, con le sue fragilità,  per fargli ritrovare il sorriso. Il Signore sa che anche noi adulti abbiamo bisogno di questa tenerezza, di sperimentare il suo amore per accettare la nostra vita con le sue difficoltà e ci ha donato varie opportunità per fare questa esperienza: la Riconciliazione, l’Adorazione, La Messa, ma anche i tanti piccoli e grandi segni della Sua presenza   nella nostra vita.

La Riconciliazione è sicuramente l’esperienza più forte che possiamo fare della misericordia del Signore, perché Lui è lì, davanti a noi, nelle vesti del sacerdote, per ascoltarci e per donarci il suo perdono, per consolarci, aiutarci a capire dove e perché abbiamo sbagliato e soprattutto per dirci che comunque Lui ci vuole bene e ci accompagna nelle nostre fatiche.

L’Adorazione eucaristica è un altro momento in cui si  sperimenta la misericordia del Signore, perché di fronte all’ostensorio con l’eucaristia noi possiamo metterci con tutte le nostre debolezze, i nostri sbagli e Lui ci aspetta e ci accoglie così come siamo, alla fine di una giornata magari difficile, quando abbiamo tante cose per cui chiedere il suo perdono e neanche ci riusciamo,  eppure Lui è lì per tutti, e dona ad ognuno il suo amore, le sue braccia aperte su quella croce così difficile per noi da accettare.

Durante la Messa, ogni giorno il Signore viene ad un appuntamento a cui incredibilmente accorrono in pochi. Lui viene per curare le nostre ferite, per donarci il suo amore come medicina, come sostegno, per donarci la sua misericordia che noi chiediamo in ogni S. Messa (non so se l’avete notato ma don Andrea si ferma sempre un istante su questa richiesta di misericordia durante ogni messa e ci guarda uno per uno, come per sottolineare che in quell’istante Gesù sta guardando e perdonando ognuno di noi).

Sta a noi scegliere se andare a quell’appuntamento, perché nella sua generosità e nel suo rispetto per l’uomo e la sua libertà il Signore non impone nulla. Noi siamo liberi di non andare, di non scegliere, di vivere come se Lui non ci fosse, di rincorrere medici che non curano e di affannarci in una vita di appuntamenti di nessuna importanza.

Infine riconosco la sua misericordia  nei segni della sua presenza che lascia nella mia vita: certe persone speciali che mi donano aiuto, amore, amicizia, intesa profonda,  o circostanze apparentemente casuali che risolvono situazioni difficili.

Il Signore potrebbe semplicemente chiederci di fidarci, invece ha compassione della nostra debolezza e ci viene incontro, ci accarezza e ci prende per mano.

Noi dobbiamo solo fare un passo verso di lui, Lui fa tutto il resto del cammino incontro a noi (e a volte questo cammino è molto lungo). Ma dobbiamo anche tenere sempre molto bene aperti gli occhi del cuore, quelli che ci permettono di vedere come Lui agisce, come ci aspetta, ci perdona, ci aiuta a rialzarci e ripartire dopo ogni caduta.

                                Marisa


pubblicato in data: 06/12/2015 20:32:21    :1959

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