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TESTIMONIANZA: LA POTENZA DEL PERDONO
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Le prove che affrontiamo nella vita, a volte, arrivano del tutto inaspettate.

A me è toccata una autentica spina nel fianco allorché una collega di ufficio all’improvviso, di punto in bianco, ha preso a non salutarmi più e a non rivolgermi più la parola. Ogni mia richiesta di chiarimento cadeva puntualmente nel vuoto. Ogni tentativo di riavvicinamento, anche attraverso dei piccoli pensieri e delle piccole cortesie professionali, non solo non riusciva, ma addirittura sortiva l’effetto paradossale e opposto di un ulteriore inasprimento del rapporto. Ho pregato molto per questo incidente di percorso, ho sottoposto l’accaduto al mio direttore spirituale, perché il rapporto con il prossimo - la nostra fratellanza derivante dalla comune filiazione divina -  è fondamentale per chi desidera seguire davvero Nostro Signore Gesù Cristo.

Ho condiviso questo problema con i fratelli e le sorelle del Movimento, soprattutto in una occasione, poco prima delle vacanze estive durante una Lectio, e ho chiesto la preghiera e la comunione dei cuori. Da quel momento, ho avuto la netta sensazione che effettivamente non fossi più da solo nell’affrontare questa vicissitudine, in particolare quando in un paio di circostanze una sorella che conosco poco, a distanza di tempo dalla condivisione, mi ha chiesto informazioni su questo caso personale che l’aveva molto colpita. Dentro di me, in questo difficile periodo, ho sempre pensato che solo attraverso il perdono questa situazione si sarebbe potuta ricomporre.

Mi sono tornate spesso in mente e nella preghiera le parole di Maria ai servitori, alle nozze di Cana : “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”. E mi sono chiesto; a me Gesù – contro ogni logica puramente umana - cosa mi dice di fare in questa strana e particolare circostanza, al cospetto di un invalicabile muro umano, costruito su motivazioni semplicemente inesistenti? Quante volte dovrò perdonare? Gesù ha risposto, anche a me : “Non ti dico fino a sette volte, ma settanta volte sette”. E così è stato anche se, lo confesso, non è stato sempre semplice. Fino a che, di recente,  è arrivato il giorno in cui - qual  neve al sole - ogni rancore nei miei confronti è improvvisamente scomparso, dissolto, come se non fosse mai esistito. Adesso la collega, mi saluta sempre e ogni tanto mi cerca per uno scambio umano e professionale e io - dentro di me, quando mi parla - ringrazio il Signore perché ancora una volta mi ha suggerito la via più giusta  per risolvere bene il problema. Come è vero quanto  diceva un benedettino - citato da Don Andrea nella prima S. Messa giubilare – “la distanza che esiste tra noi e una persona che non sopportiamo, è la stessa che c’è tra noi e Dio”.

 Enrico

 


pubblicato in data: 28/02/2016 12:33:36    :1615

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