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TESTIMONIANZA: GMG DONO DEL SIGNORE
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Vivere la settimana della GMG è stato davvero un dono del Signore.

Nei mesi precedenti al mio SI', il lavoro mi aggiungeva in agenda eventi su eventi ed ero così preoccupata e triste perché non avevo la certezza di poterci essere. Ho affidato tutto a Lui chiedendogli di fare ciò che Lui riteneva più giusto per me e come si sa bene, Lui con i suoi tempi mi ha risposto.

Prima di partire andai a confessarmi da un sacerdote con il quale parlai della mia prossima esperienza a Cracovia e mi disse: “Dovrai affrontare tante situazioni che non ti aspetti ma sappi che quando tornerai, con i Suoi tempi, cambierai e capirai”. Inizialmente ero un po’ perplessa ma ora, a distanza di un paio di mesi, ho capito che aveva proprio ragione. Lo spirito di adattamento, la pazienza, la comunione dei cuori, la gioia e la fede erano “pane quotidiano” della GMG e sono serviti a farmi crescere al mio ritorno a Milano.

Non sapevo minimamente a cosa sarei andata incontro, le uniche certezze erano l’accoglienza presso le famiglie polacche, la presenza di tanti giovani, il Papa e la Parola del Signore che mi avrebbe accompagnato ogni singolo giorno. Le fatiche non tardarono ad arrivare e subito capii che non sarebbe stato facile. Sveglie impostate al mattino presto, chilometri per arrivare a Cracovia con l’autobus, code per pranzare, file per andare ai bagni, alimentazione diversa dalla nostra, cambiamenti climatici all’ordine del giorno (un’ora faceva caldo e un’ora dopo bisognava mettersi la mantellina per la pioggia) e tanti ma davvero tanti chilometri di strada percorsi a piedi. 

La cosa che mi ha meravigliata è stata l’incontro di così tanti giovani per un motivo religioso e non per un concerto o una partita di calcio. La gioia nel cantare, nel pregare, nel ballare, nello scambiarci la pace l’uno con l’altro, il Campus Misericordiae pieno di candele accese per la Veglia, le parole del Papa che hanno toccato e fatto riflettere tutti noi. Indubbiamente mi ha stupito anche l’ospitalità dei polacchi, in primis delle famiglie che ci hanno accolto nelle loro case con sacrificio e gioia, poi anche dei cittadini in se che si sono presi cura di noi giovani per esempio offrendoci fuori dalle loro case acqua fresca durante il tragitto di ritorno dopo la messa domenicale. E’ risaputo che i polacchi siano molto fedeli e testimoni della loro fede ma non pensavo fino al punto di esporre nei loro giardini altarini di Gesù, della Madonna della Misericordia o anche di Papa Giovanni Paolo II.

Penso che ognuno di noi abbia sfidato se stesso in questa GMG, ognuno ha costatato i propri limiti; alcuni li hanno superati offrendoli a qualche loro caro, altri li hanno superati con grande fatica e altri, come me, li hanno superati con un sorriso sul viso. Sì, perché durante questa settimana ognuno di noi ha vissuto almeno un istante in cui voleva gettare la spugna, in cui aveva perso un po’ lo spirito, era stanco, demotivato o addirittura si era chiesto “ma chi me l’ha fatto fare?”. Ed è lì che bisogna essere forti, non demordere e andare avanti invocando il Signore a starci vicino, a supportarci e farci “soffrire” con la gioia nel cuore, offrendo il nostro sacrificio a Lui. Come ha detto il Papa: ”La via del sacrificio di voi stessi è la Via della croce che è la via della vita e dello stile di Dio”. Nei momenti difficili c’era sempre qualcuno del gruppo a darti una pacca sulla spalla, ad abbracciarti, a sorriderti o a intonare un canto per poi trovarci tutti a cantare per strada o sui mezzi pubblici insieme a giovani di un’ altra nazione. Non mancavano di certo i momenti di preghiera insieme: nelle chiese, seduti su un prato, alla fermata dell’autobus o momenti in cui ci confrontavamo sulle parole del Santo Padre.

Il Papa ha anche detto in riferimento alla frase «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia» (Mt 5,7): “Beati sono coloro che sanno perdonare, che sanno avere un cuore compassionevole, che sanno dare il meglio agli altri; il meglio, non quello che avanza: il meglio!”, e credo proprio che in questa GMG il carisma che ciascuno possiede l’ha offerto alla comunità. Ognuno ha perdonato l’altro per atteggiamenti che ha avuto, ognuno ha avuto compassione dell’altro e se n’è preso cura, ognuno ha portato pazienza  verso l’altro o almeno ci ha provato.

Ho vissuto una settimana intensa ed indimenticabile insieme ai miei fratelli e sorelle, piena di Spirito Santo, fede, fatiche, comunione dei cuori e gioia. Ancora oggi ripensando a quei giorni e riascoltando le canzoni mi emoziono. Ringrazio il Signore per ciò che mi ha fatto vivere, di come mi ha cambiato e migliorato dopo la GMG.

Deborah

pubblicato in data: 01/10/2016 22:49:14    :1714

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