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TESTIMONIANZA: LA MIA CHIAMATA E' QUELLA AL SACERDOZIO!
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“Saulo, Saulo! Perché mi perseguiti?”

Anche io come Saulo di Tarso sono nato in una famiglia credente e praticante, e anche io, come lui, ho studiato e mi sono formato nel rispetto della legge. Rispetto: parola interessante, perché indica l’atteggiamento passivo di chi guarda, forse anche con ammirazione, ma non agisce.

Così un giorno ero sul cavallo della quotidianità, diretto verso la mia “Damasco”, che consisteva nel rispettare la “legge” (ovvero i comandamenti dell’Amore di Dio) ma, con poca coscienza di me, agire proprio contro di essa. A questo punto Gesù mi chiama a gran voce: “Pietro, Pietro!” e, come spesso accade, non lo fa attraverso chissà quale evento straordinario, ma con le parole, e alle volte anche solo i gesti, delle persone che incontro ancora oggi tutti i giorni. Folgorato da questa chiamata non posso che scendere, anzi cadere, da quel mio cavallo; che, nel mio caso, significa rincominciare da una bella confessione e da una regola di vita. Proprio così, perché la mia vocazione è nata nel confessionale e nella preghiera assidua quotidiana.

E così cominciano quei tre giorni (che per me sono poco più di tre anni) di cecità e digiuno nei quali incontro molti “Anania”, che sono stati educatori, amici e sacerdoti, primo fra tutti Don Andrea. Cominciano a chiarirsi molti aspetti della mia vita, comincio a comprendere e ad interpretare molti fatti alla luce della Parola, ma soprattutto pian piano comincio a passare dal rispetto alla pratica dell’Amore di Dio.

Si avvicina sempre di più il battesimo (così come è avvenuto per Saulo), parola che viene dal Latino “baptismus” e significa “immersione” e che utilizziamo più comunemente per un qualsiasi atto che abbia valore di iniziazione. Nel mio cuore incomincia ad instaurarsi la coscienza di dover dare un nuovo inizio alla mia vita, fino al momento in cui vedo chiaramente (soprattutto grazie all’aiuto di amici e sacerdoti santi) quale sarà la mia identità, perché di fatto il battesimo è proprio il momento in cui acquisiamo la nostra identità di figli di Dio (il nostro nome). Da ora in avanti so che la mia chiamata è quella al sacerdozio, e da ora in avanti inizia il momento più difficile della mia vita, quello in cui devo prendere la decisione, quello in cui, dopo aver camminato per diverso tempo, devo decidere finalmente di partire.

Il percorso si fa pian piano sempre più ostico e intricato: quel che devo fare è un lavoro di raffinatura del mio cuore che da grezzo deve diventare puro e pronto ad accogliere la chiamata.

E così passano i mesi, nei quali non mancano le lunghe riflessioni, i numerosi momenti di imbarazzo e di sconforto, e arrivo finalmente sulla cima del dirupo. Ho due possibilità o mi lancio nel mare della nuova vita da diversi metri di altezza con il cuore che batte a mille, oppure torno giù da dove sono arrivato e continuo per qualche altra strada, magari riprovandoci fra qualche anno, ma senza avere la certezza che la chiamata si ripresenterà. Allora finalmente mi decido prendo la rincorsa e mi lancio, ma appena arrivo sul bordo della parete rocciosa mi fermo improvvisamente preso dal panico e torno subito indietro. È il giorno Giovedì 4 Agosto (ricorrenza del Santo Curato D’Ars), il tempo stringe, prego il Santo Rosario (forse proprio quello che mi mancava) e mi butto.

La caduta dura alcuni giorni, nei quali mi domando del perché abbia effettivamente preso una decisione così assurda, ma nei quali allo stesso tempo mi sento profondamente amato e mi riconosco in quello stato d’animo proprio delle decisioni giuste (ovvero conformi alla Volontà di Dio) che è la “consolatio” (non un stato di pace ma piuttosto di sicurezza).

Arrivo nel mare e subito mi accoglie il salvagente della Fede che mi permette di nuotare in tranquillità fino ad oggi. Molte grazie e molte gioie accompagnano questa scelta che, come non smetterò mai di ripetere, non è mia, ma di chi con molta pazienza mi ha accompagnato e amato, primo fra tutti Gesù, il quale per qualche strano motivo ha voluto chiamare proprio gli ultimi e i peccatori.

Sono pronto a prendere il largo, dove so mi aspetteranno anche le tempeste, ma più di tutto dove so che il sole dell’amore di Dio sorgerà da Est ogni giorno per noi, per ognuno di noi.

                      
                    






pubblicato in data: 15/10/2016 22:31:52    :1953

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