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GIOVANI: DOVE E’ LA MIA MAMMA?
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Che strano termine quello di "utero in affitto". Come se un organo potesse essere dato in locazione. Potremmo dare allora in affitto anche cervelli, stomaci, braccia... e perché non anche occhi, gambe...

Già la parola "affitto" presuppone qualcosa di temporaneamente prestato e che prevede un ritorno. Ma in questa forma assurda di concepimento, alla donna non ritorna nulla, forse solo qualche soldo. Ma è possibile che una donna sia disposta per soldi a vendere la vita che per 9 mesi ha portato nel grembo e ha partorito, con tutte le gioie e le fatiche?

E che dire di questa vita nuova che si stacca dalla madre naturale, per finire tra le braccia di una falsa mamma o anche di una mamma-uomo? Anche perché la maggior parte dei "compratori" sono coppie omosessuali.

La donna afferma che l'utero è suo, e che sa gestirselo... ma io, che sono donna, mi pongo due questioni:

1)    nulla è mio, se concepisco tutto come dono;

2)    Cosa dire della vita nuova in grembo? Quella di chi è?

Di Dio....

Detto ciò, molte le voci e le idee che vengono portante avanti per inculcare nelle menti queste false vie che non porteranno mai alla vera felicità di essere genitori.

Per un bambino è sicuramene destabilizzante non sapere e non conoscere la sua origine vera; sopratutto è triste e drammatico sapere che sua mamma lo ha  venduto a due uomini che fanno da genitori, e che chiama uno mamma, sebbene abbia la barba e nulla lo differenzia da quello che  chiama papà. Colonizzazione delle coscienze e crisi di identità: potrebbe essere questo l'obbiettivo ultimo di chi sta giocando e vuole farsi re della vita, padrone.

Tutto questo perché si è dimenticato che il Vero Re è colui che é morto in croce. Che da Lui tutto dipende, tutto si rinnova, tutto nasce. Che l'uomo da solo non può nulla e che la vita non è un gioco di ruoli da scegliere.

Un figlio non lo si vende,nè lo si compra.

Essere madri e padri ha a che fare con la sessualità, vera e naturale. Non è un concetto umano, una semplice etichetta da appendersi alla giacca. Non è una scelta. Madre lo può essere solo la donna, fornita di un organo che ha in potenza la vita e  per cui deve rendere grazie. Padre, solo colui che ha collaborato a questa vita, che ha amato così tanto la donna da fecondarla con un organo altrettanto pensato per far ciò.

Ma fino a che le donne, anzi le femministe, continueranno a dire: "L'utero è mio", inconsapevolmente diventeranno sempre più schiave di questa falsa libertà.

"L'utero è mio" significa: "Puoi usarmi". Nulla di meno.

E "utero in affitto" significa: "Puoi usarmi e usare quella vita che nemmeno mi appartiene, ma che penso dipenda da me e decido  così di dartela".

Irrazionale!

 


pubblicato in data: 19/03/2017 11:33:21    :462

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