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TESTIMONIANZA: DALLA SOFFERENZA AD UN'OASI DI PACE
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La mia esperienza legata alla mia conversione parte da molto lontano; da ateo a credente consacrato nei frati minori cappuccini dove però avevo portato la mentalità del mondo con la pretesa del tutto e subito, anche nel cammino sptrituale; ma Dio non si lascia comperare. Questa illusione cadde molto presto; non è l’entusiasmo delle belle cose sentite e della pratica di tante penitenze, nè la quantità di preghiere o parole, che convertono, ma la grazia di abbandonarsi al Suo amore, alla Sua volontà e nel momento che solo Egli  conosce.

A nulla valsero le mie penitenze, il voler imitare questo o quel santo; un culto esteriore che serviva solo ad alimentare l’amore di sè. Gesù mi fece comprendere che dovevo accettare le penitenze che Lui permetteva nella mia vita, che mi toccavano nel vivo e mi esortavano ad avere maggiore fede e fiducia in Lui e non in me stesso.

Arrivò la grazia di innamorarmi di Maria Santissima; la quale, poi, mi portò ad innamorarmi di Suo figlio, per mettersi poi in disparte umilmente nel mio cuore. Una volta innamorato di Lui e aver gustato la Sua dolcezza, mi misi con maggior impegno per raggiungerLo; per essere in comunione. Fu un continuo affaticarmi senza nulla ottenere; compresi, per grazia, che mi appoggiavo troppo sulla mia volontà: “Senza di me non potete far nulla”.

Intanto il mio direttore spirituale mi aveva aiutato a comprendere e a mettere 
un poco in pratica la contemplazione e la preghiera contemplativa dove non devo essere io che prego, ma l’attesa interiore e paziente del Signore; che sia Lui a suscitare in me la preghiera; al centro non dovevo essere io, ma Lui.

Da qui la comprensione, per grazia, che la sofferenza è un dono grande che, se accettato, porta molto frutto; quando si cerca Dio, Lo si trova sulla croce, non vi è nessuna altra strada. Dopo poco, mentre lavoravo in portineria del convento, presi un grande pugno in fronte da un giovane che cercava un paio di scarpe che non avevo. Persi i sensi e quando rinvenni sparlavo. Era presente un medico che mi mandò in un ospedale psichiatrico. Non riuscivo a sopportare questa sofferenza che durò due anni, finchè la Sua grazia mi diede la capacità di arrendermi alla sua volontà e allora iniziai a 
migliorare. Il Signore mi fece toccare il fondo, ma poi mi guarì, anche se non completamente; e così eccomi ancora in una sofferenza più dura: messo in un angolo, dimenticato, senza amore nè compassione; un  malato mentale, un pazzo. Mi consolavo guardando Gesù e quello che aveva sofferto Lui per me e mi fece capire tanti perchè: l’accumulo dei miei peccati passati in gioventù aveva prodotto una stalattite di marmo; chi poteva distruggere tutto ciò se non lamore folle di un Dio innamorato delle sue creature? Il mio io era un cancro più pericoloso di quelli del corpo e chiedevo la grazia di poter essere finalmente suo e di potermi abbandonare a Lui con tutto il cuore. La salute continuava a migliorare e capivo che dovevo lasciarLo fare, lasciarmi amare. Mi colpì la parola: “Confida nel Signore con tutto il cuore e non appoggiarti alla tua intelligenza. Riconoscilo in tutti i tuoi passi ed Egli appianerà i tuoi sentieri”.

Poi arrivò un altra avventura, una malattia dietro l’altra e dovetti cambiare la mia vita; non potevo piu servire la fraternità come volevo. Provai diverse esperienze per capire la volontà di Dio: vivere da eremita ed altre. Soffrivo la solitudine e non sapevo come rimediare. Mettevo comunque sempre in atto il dono continuo della preghiera, scoprendo la preghiera di lode attraverso i salmi. Mi venne anche in mente 
la musica, che avevo dovuto abbandonare; non potevo mettere nel cassetto questo talento e fu per me un toccasana; avevo dovuto mollare gli strumenti a fiato ma avevo iniziato a studiare i bonghi. Ho detto: “Signore, mi metto nelle tue mani”.

Così ho iniziato a cercare qualche gruppo. Un amico mi parlò di un gruppo in Via Moscova nella chiesa di San Bartolomeo. La prima volta le chitarriste mi guardavano con una espressione da punto interrogativo, ma poco dopo ho scoperto una bellissima accoglienza che mi ha messo a mio agio; mi piaceva la chiesa, mi piaceva il Movimento. 
Qui ho scoperto di essere amato e ho notato tanta disponibilità. Ho scoperto una costruttiva condivisione alla quale ho sempre tenuto e che noi cappuccini non abbiamo. Anche con la stampella ho scoperto, grazie a Lui, cose molto edificanti. Dopo tanta sofferenza sono atterrato, o meglio, il Signore mi ha portato in un'oasi di pace e d’amore. Lodo e ringrazio tutto il Movimento e Don Andrea perchè con il vostro aiuto sono uscito come da un tunnel al buio ed ho trovato quell'amore che solo da Dio proviene.

Siano lodati Gesù e Maria.

 F. Franco


pubblicato in data: 04/04/2017 08:13:35    :1309

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