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JUVENISCIT ECCLESIA
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Lettera Iuvenescit Ecclesia ai Vescovi della Chiesa cattolica, sulla relazione tra doni gerarchici e carismatici
per la vita e la missione della Chiesa

 

IV. La relazione tra doni gerarchici e carismatici
nella vita e nella missione della Chiesa

Nella Chiesa come mistero di comunione

13. La Chiesa si presenta come «un popolo adunato dall'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, nel quale la relazione tra doni gerarchici e carismatici appare finalizzata alla piena partecipazione dei fedeli alla comunione e alla missione evangelizzatrice. A questa vita nuova siamo stati gratuitamente predestinati in Cristo (cf. Rm 8, 29-31; Ef 1, 4-5). Lo Spirito Santo «produce questa meravigliosa comunione dei fedeli e li unisce tutti così intimamente in Cristo, da essere il principio dell'unità della Chiesa». È nella Chiesa, infatti, che gli uomini vengono convocati per divenire membra di Cristo ed è nella comunione ecclesiale che si uniscono in Cristo, come membra gli uni degli altri. Comunione è sempre «una duplice partecipazione vitale: l'incorporazione dei cristiani nella vita di Cristo, e la circolazione della medesima carità in tutta la compagine dei fedeli, in questo mondo e nell'altro. Unione a Cristo ed in Cristo; e unione fra i cristiani, nella Chiesa».  In questo senso il mistero della Chiesa risplende «in Cristo come un sacramento o segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano» . Qui appare la radice sacramentale della Chiesa come mistero di comunione: «Si tratta fondamentalmente della comunione con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nello Spirito Santo. Questa comunione si ha nella parola di Dio e nei Sacramenti. Il Battesimo», in stretta unità con la Confermazione, «è la porta ed il fondamento della comunione nella Chiesa. L'Eucaristia è la fonte ed il culmine di tutta la vita cristiana». Questi sacramenti dell’iniziazione sono costitutivi della vita cristiana e su di essi poggiano i doni gerarchici e carismatici. La vita della comunione ecclesiale, così internamente ordinata, vive nel continuo ascolto religioso della Parola di Dio ed è nutrita dai Sacramenti. La stessa Parola di Dio si presenta a noi profondamente legata ai Sacramenti, in particolare all’Eucaristia  all’interno dell’unico orizzonte sacramentale della Rivelazione. La tradizione orientale, vede la Chiesa, Corpo di Cristo animato dallo Spirito Santo, come unità ordinata, la qual cosa si esprime anche a livello dei suoi doni. La presenza efficace dello Spirito nel cuore dei credenti (cf. Rm 5, 5) è la radice di questa unità anche per le manifestazioni carismatiche. I carismi donati ai singoli, infatti, fanno parte della medesima Chiesa e sono destinati ad una più intensa vita ecclesiale. Tale prospettiva appare anche negli scritti di John Henry Newman: «Così il cuore di ogni cristiano dovrebbe rappresentare in miniatura la Chiesa cattolica, poiché un solo Spirito fa l’intera Chiesa e fa di ogni suo membro il suo Tempio». Ciò rende ancora più evidente il motivo per cui non sono legittime né contrapposizioni, né giustapposizioni tra doni gerarchici e doni carismatici.

In sintesi, la relazione tra i doni carismatici e la struttura sacramentale ecclesiale conferma la coessenzialità tra doni gerarchici - di per sé stabili, permanenti ed irrevocabili – e doni carismatici. Benché questi ultimi nelle loro forme storiche non siano mai garantiti per sempre, la dimensione carismatica non può mai mancare alla vita ed alla missione della Chiesa.

 

 


pubblicato in data: 28/10/2017 15:27:43    :546

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