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TESTIMONIANZA: L'AMORE! QUESTA E' LA CHIESA: UNA MADRE CHE ACCOGLIE E AMA
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Ho incontrato don Andrea il 19 Novembre 2015 in S. Bartolomeo durante un’Adorazione Eucaristica. Ne venni a conoscenza perché un’amica Libanese incontrata a Medjugorie me ne aveva parlato. Questo è il messaggio che la mia amica mi scrisse alle 23:30 di quella sera: “Ti è piaciuta l’Adorazione?” (lei non era venuta). Risposta mia: “Sì, un sacco, ci ritornerò!! Il prete che la tiene è davvero forte”.

Ora vi racconto perché scrissi così: quella sera veniva chiesto da questo prete polacco - che mi ricordava tanto Papa Wojtyla - di avvicinarsi, per chi lo desiderava, all’altare per ricevere lo Spirito Santo; io mi misi in fila, avevo ancora tanta gente dietro di me quando arrivò il mio turno e don Andrea mi disse: “Ciao e tu chi sei?”. Dentro di me dicevo: “C’è tanta gente dietro, se ora ci mettiamo a chiacchierare quelli dietro si spazientiscono…”. Allora ho risposto lapidario: “Stefano”. E lui: “Perché sei qui?”. …Io, sempre più stranito non avendo visto altre interrogazioni prima della mia, ho risposto: “Sono qui perché mi è stato detto da un’amica che c’era Gesù…”. Allora il Don incalza: “Vedo che hai la fede: dov’è tua moglie?”, e guardava in fondo alla Chiesa, e io risposi la verità: “E’ a casa che guarda X-Factor…”, un sorriso uscì dalla bocca del don…

Faccio una premessa: per circa 4-5 anni della mia vita ho deciso come il figliol prodigo di scegliere di lasciare il Padre nostro celeste vivendo lo spirito del mondo (divertimenti e distrazioni)… Poi è capitato un brutto incidente che mi ha aperto un breccia nell’anima e ho incominciato a provare tanta paura della vita, non mi riuscivo più a muovere da solo, ero tornato come un neonato; il giorno dopo questo incidente ricevetti per Grazia una forte chiamata dal Signore: era il 9 Giugno 2012.

In questo uragano di emozioni e di vita seguivo, nel 2012, due binari:  i Sacramenti e la psicologia. 

Intanto dal quel Giugno  una batteria di Santi mi sono stati mandati dal Cielo... “Ma cosa sta succedendo?”, mi chiedevo; presi quindi a leggere avidamente per la prima volta nella mia vita le confessioni di S. Agostino, Santa teresina di Lisieux, S. Ambrogio, Maria Valtorta, Chiara Corbella, Francesca Pedrazzini, S. Ildegarda von Bingen, S. Brigida, S. Elisabetta della Trinità conosciuta durante una mostra durante l’anno della Misericordia… La prima ad arrivare in aiuto tra tutti è stata la Mamma Maria: infatti ho avuto come una fortissima attrazione verso una cittadina sperduta della Bosnia vicino a Mostar: Medjugorie (le attrazioni turistiche che avevo avuto poche settimane prima dell’incidente erano state Formentera, Dubai… per farvi capire). Non capivo più nulla: perché Medjugorie? Ero in preda alle paure,  tutte le mie certezze erano crollate… non con poca paura e ansia andai a Medjugorie… Lì vissi la preghiera e i Sacramenti molto profondamente e ci fu affidata lì, a me e mia moglie, la ragazza libanese di cui vi parlavo all’inizio del racconto: lei sarebbe stata la chiave che mi avrebbe aperto la porta di S. Bartolomeo. Questa ragazza ci fu affidata dalla nostra guida che ci disse queste parole (arcane per noi allora, ma lei era molto seria): ”Questa ragazza ve la dà la Madonna, non mollatela quando sarete a Milano”… Solo ora capisco quelle parole profetiche…

Avevo pertanto incominciato a vivere in una nuova dimensione, la dimensione dello Spirito, solo che io non lo sapevo e nessuno me lo diceva. Non ne avevo, infatti, mai fatto esperienza, ero neonato da questo punto di vista: non me ne ero neanche reso conto, credevo di essere malato psicologicamente. Avevo paura perché stavo vivendo per la prima volta le tentazioni, la persecuzione, tanti nemici si stavano abbattendo su di me (ne avevo individuati almeno tre: me stesso, il mondo, il maligno) e mi rendevo conto, confrontandomi con  don Andrea in confessionale, che strutturalmente ero debole, impreparato a tale battaglia, ma che non ero solo, Dio era con me - anche se non lo sentivo -. Don Andrea, in confessionale, ascoltandomi, mi mise subito la prima volta davanti a un bivio, offrendomi un’amicizia e una guida in questo cammino, ma dovevo scegliere una delle due strade, perché una stava rallentando l’altra; così scelsi, con non poca fatica, di seguire don Andrea nel confessionale e mollare la psicologia che non riusciva proprio a darmi la pace ma che durava da circa quattro anni (Andrea lo avevo conosciuto invece da circa 40 giorni).

Gesù mi vuole felice, vuole darmi la gioia, vuole che io sia libero figlio di Dio e io sono me stesso solo se sono in Dio; Dio mi guarda e sono sul palmo della sua mano, Lui sa tutto quello che mi sta succedendo e mi porta Lui stesso; il periodo di buio finirà perché tutte le persecuzioni sono nate quando il nemico ha capito che stava per perdere: questi e tanti altri pensieri sono i pensieri che seguendo don Andrea stanno piano piano scrivendosi nel mio cuore; piano piano il mio pensiero sta diventando il pensiero di Cristo (come spesso ci dice don Andrea, riprendendo il libro di Scola “Educarsi al pensiero di Cristo”) e dentro di me sta crescendo un Io nuovo che sta sempre più prevalendo e prendendo terreno.

Se avremo il coraggio di non tornare indietro - e pregate, se vi ricordate, per me, mia moglie e i miei figli - speriamo sempre più di avere la Grazia di vivere fuori da noi stessi, radicati nella Trinità e nella Chiesa, uscendo verso il prossimo, andando insieme verso il Padre; pregate, se vi ricordate, affinché io possa seguire e andare a fondo, se Dio vorrà così, del carisma che il Signore mi ha messo sulla strada. E grazie a tutti voi di Gloriosa Trinità per il sorriso e l’abbraccio con cui accogliete tutti; questa è davvero la forza di Cristo e tutti cercano questo: l’Amore! Questa è la Chiesa: una madre che accoglie e ama.

Stefano


pubblicato in data: 19/06/2018 11:47:42    :722

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