REGISTRATI   |  
   

RSS   Facebook   Twitter

Italiano   English   Polish


IL PAPA AGLI STUDENTI: VINCETE IN GENEROSITĄ, IL TELEFONINO NON SIA UNA DROGA
Share |

La scuola, sottolinea il Pontefice nel suo discorso pronunciato nell'Aula Paolo VI agli studenti del liceo romano Visconti, che ha avuto tra i suoi alunni Eugenio Pacelli, futuro Papa Pio XII, e Franco Modigliani, futuro Nobel per l’Economia, “deve restare una fucina per promuovere “inclusione, rispetto delle diversità e dialogo tra le diverse culture”.

“Il valore della fraternità - aggiunge il Papa - si basa sulla libertà, sulla ricerca onesta della verità, sulla promozione della giustizia e della solidarietà, specialmente nei confronti delle persone più deboli”. Con l’ingiustizia invece manca il confronto e cresce l’odio:

Quando non c’è libertà non c’è educazione, non c’è futuro. Quando non c’è ricerca onesta della verità ma c’è una verità imposta, che ti toglie la capacità di cercare la verità, non c’è futuro: ti annulla come persona. E quando non c’è promozione della giustizia, andremo a finire sicuramente in un Paese pusillanime, egoista, che lavora soltanto per pochi.

Il Papa esorta inoltre gli studenti ad ascoltare la voce della loro coscienza, “per non diventare un pezzo di carta che va al vento da una parte all’altra”. E, soprattutto, a “non aver paura del silenzio”: “solo nel silenzio interiore si può cogliere la voce della coscienza e distinguerla dalle voci dell’egoismo e dell’edonismo”. Francesco invita poi i giovani a liberarsi della dipendenza del telefonino e da tante altre dipendenze. Il telefonino, spiega il Pontefice, è per la comunicazione. Non deve diventare una droga altrimenti riduce la comunicazione in semplici contatti. La vita, ricorda il Papa, “non è per contattarsi” ma per comunicare.

Il telefonino è un grande aiuto, è un grande progresso; va usato, è bello che tutti sappiano usarlo. Ma quando tu diventi schiavo del telefonino, perdi la tua libertà. Il telefonino è per comunicare, per la comunicazione: è tanto bello comunicare tra noi. Ma state attenti, che c’è il pericolo che, quando il telefonino è droga, la comunicazione si riduca a semplici “contatti”. Ma la vita non è per “contattarsi”, è per comunicare! 

Francesco indica ai ragazzi due dimensioni essenziali nella vita affettiva: il pudore e la fedeltà. Si deve “amare con un cuore allargato ogni giorno”, “non sfacciatamente” e restando fedeli perché “l’amore non è un gioco”: “l’amore - aggiunge Francesco - è la cosa più bella che Dio ci ha dato”. Amare, ribadisce, “è allargare il cuore”. Amare “non è solo un’espressione del vincolo affettivo di coppia o di amicizia forte”:

Una forma concreta dell’amore è dato anche dall’impegno solidale verso il prossimo, specie i più poveri. L’amore al prossimo si nutre di fantasia e va sempre oltre: si inventano cose per aiutare, per andare avanti… La fantasia dell’amore. Non abbiate paura di questo.

Francesco condanna la piaga del bullismo e ricorda che il “volontariato è una delle cose più belle e più forti che ha l’Italia”. Invita anche i giovani studenti del Liceo “Visconti” a “crescere nel volontariato”, “a non lasciarsi vincere in generosità”. Dal Papa, infine, una speciale esortazione:

Cari giovani studenti, non smettete di sognare in grande – questa è una cosa bella dei giovani: sognare in grande – e di desiderare un mondo migliore per tutti. Non accontentatevi della mediocrità nelle relazioni tra di voi, nella cura dell’interiorità, nel progettare il vostro futuro, nell’impegno per un mondo più giusto e più bello.


pubblicato in data: 15/04/2019 10:52:39    :223

APPUNTAMENTI:

Leggi tutte le news…



Fondazione Regina del Rifugio - Tutti i diritti riservati - P.IVA 04794140964 - Termini di utilizzo e Privacy
Realizzazione MC Service CAD Graphic & Project