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VACANZA COMUNITARIA: NUMANA 2017
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Anche quest'anno tutte le Comunità di Gloriosa Trinità si ritrovano a Numana (AN) dal 29 Luglio al 5 Agosto per una settimana di vacanza spirituale dal titolo

Andate e annunciate con gioia!

Cominceremo la giornata con la Santa Messa cui seguirà il tempo per il mare, la piscina, le attività sportive. Dopo pranzo ci riuniremo in Atelier per la condivisione, alle 18 pregheremo il Santo Rosario in spiaggia e dopo la cena comunitaria ci ritroveremo per l'Adorazione Eucaristica.

Preghiamo fin da ora lo Spirito Santo perchè sia per tutti una potente Effusione!

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Appunti non rivisti delle Omelie


Sabato 5 Agosto - Mt 14, 1-12

Omelia di don Andrea

 

Giovanni Battista nel Vangelo di oggi viene decapitato, è la vittima della paura di Erode, cioè la paura della verità. In questi esercizi noi abbiamo incontrato la verità che è Gesù. Un uomo passa in una città e vede un negozio con una insegna 'si vende la verità '. Si ferma e va dal negoziante a chiedere se davvero la verità è in vendita. Il negoziante risponde affermativamente e gli chiede quanta ne vuole, se un terzo, metà o tutta la verità intera. L'uomo  risponde subito 'tutta la verità'! Ma il negoziante risponde che per tutta la verità dovrà continuare a pagare per tutta la vita. Se vuoi tutta la verità dovrai pagare per tutta la vita.  Questo Vangelo ci interroga se noi vogliamo essere uomini mediocri, accontentandoci di un pizzico di verità, di mezza verità o di tutta la verità. Dobbiamo respirare ossigeno che è Gesù. Una volta un uomo è venuto da me dicendomi che era finito l'amore per sua moglie. Gli ho detto che l'amore non era finito ma che aveva smesso di respirare questo amore.  Dio è amore. Se tu non respiri Dio, finisce l'ossigeno e finisce l'amore. Cosa significa respirare? Invitare Gesù alla tua festa, alla tua gioia. Noi di solito Lo invitiamo quando siamo in una grossa difficoltà. Dobbiamo invece invitarLo sempre. Erode alla sua festa invita la figlia di Erodiade. E tu? Chi inviti alla tua festa, chi fai danzare? Dobbiamo fare attenzione perché si può anche fare una danza della morte. Divertimento arriva dal latino e significa cambiare direzione, cambiare rotta. C'è il divertimento per il male ma anche per Gesù. Andare con il tuo pensiero verso il Vangelo. In questa settimana ci siamo divertiti perché abbiamo cambiato il nostro pensiero. Al contrario la gente che cambia il proprio pensiero verso la mondanità finisce con un dramma, come Erode che poi avrà risposto davanti a Dio.  E dobbiamo anche evangelizzare. Non c'è riposo, non c'è la pace nel mondo perché la gente pensa che quando le sue cose saranno a posto allora sarà in pace. Invece Gesù dice il contrario. Quando tu lavorerai per la pace allora le tue cose andranno a posto. Spesso facciamo questo sbaglio. Partiamo con le cose da sistemare. È sbagliato. L'atteggiamento giusto è quello di andare e mettersi davanti al Signore. Se ci sarà questo legame con Gesù allora poco per volta tutte le nostre cose andranno a posto. Con Gesù noi possiamo davvero guidare la nostra vita. E guidare la vita significa saperla fermare. Immaginate di guidare bene la macchina. Se non la si sa fermare, anche se si guida bene, ci si schianta. In questi esercizi abbiamo imparato a fermare la nostra vita. Rispondiamo alla domanda se sappiamo fermare certi processi che sono dentro di noi. Se ci si accorge che non si sa fermare certi processi allora bisogna subito affidarsi al Signore. E Lui si commuoverà e tu puoi donargli il volante della tua vita. Erode non è riuscito a fermare questo processo ed è diventato un assassino. Io vi auguro nel vostro divertimento cristiano di dare il volante della vostra vita a Gesù. Dobbiamo essere misericordiosi anche per il povero Erode e per gli Erodi di questo mondo. Ultimamente ho sentito la storia di un sacerdote che cura giovani in difficoltà in un carcere per minorenni. Il gruppo dei ragazzi è molto compatto e cattivo. Hanno una sola regola, il rispetto di Dio. In chiesa non possono dire parolacce, non possono picchiarsi etc. In questo carcere arriva un ragazzo molto difficile. Questo ragazzo dopo la Messa restava sempre nella cappella e tutti pensavano fosse molto devoto. Invece scoprono che lui bruciava Gesù in croce con la sigaretta. Lo hanno picchiato e poi il sacerdote facendo un colloquio con lui ha scoperto che quando era piccolo il padre tutte le volte che la madre sbagliava la picchiava davanti a lui e la bruciava con la sigaretta; lui pregava Dio di portare via il papà. Noi conosciamo la vita dell'uomo da una certa puntata, non sappiamo perché un certo uomo si comporta in un certo modo perché non sappiamo cosa è accaduto prima; ci vuole tanta misericordia. 

 

Venerdì 4 Agosto - Mt 13, 54-58

Omelia di don Andrea

 

Nel Vangelo possiamo vedere una semplice sindrome di Mical: Gesù entra a Nazareth e, invece di gioire, gli abitanti di Nazareth si chiedono 'ma da dove gli vengono tutte queste cose?' Ed era per loro motivo di scandalo. Così come Mical guardando fuori dalla finestra e vedendo la danza di Davide si era scandalizzata. E come Mical era diventata sterile, così a Natareth Gesù non ha potuto fare molto a causa della loro incredulità. La mancanza di lode provoca non solo la sterilità propria ma anche la sterilità di Dio!  Cosa fare? Dobbiamo avere tanta umiltà. L'umiltà dell'evangelizzatore consiste nel non giudicare. Ma giudicare in quale modo? Se guardando una persona pensi 'io la evangelizzerò' oppure guardandone un'altra pensi 'non mi avvicino perché questa non aprirà mai il suo cuore' questo è un giudizio! L'umiltà dell'evangelizzatore consiste nell'essere neutrale perché il protagonista dell'evangelizzazione é lo Spirito Santo. Invece molte volte noi partiamo per evangelizzare giudicando già se una persona sarà toccata o meno dalla mia predicazione. Dobbiamo essere neutrali. É lo Spirito Santo che agisce. Tempo fa, in Polonia, due DJ si sono convertiti e sono diventati grandi evangelizzatori. Tornando da una missione hanno preso un aereo ed erano molto stanchi. Pensavano che finalmente potessero riposare. Saliti sull'aereo, vedono una donna già seduta che tira fuori un libro che si intitola 'come diventare buddista vero'. Si siedono dietro a lei e si dicono che devono parlare con lei ma che prima devono pregare. Ma mentre pregavano si addormentano e quando uno di loro si sveglia vede il suo amico già seduto accanto alla donna che piangeva con la croce in mano e professava la fede. Ecco, non è stata giudicata!! Questo per quanto riguarda l'umiltà dell'evangelizzatore. Ma voglio toccare anche il tasto opposto e cioè l'umiltà di colui che viene evangelizzato. Cioè noi, perché abbiamo bisogno di convertirici tutti i giorni. Vi ricordate l'emorroissa del Vangelo? Non fa come gli abitanti di Nazareth che si chiedono 'chi è costui'? Ma pensa 'se potrò toccare le frange del suo mantello sarò guarita'. Cosa sono le frange? Quando un sacerdote portava un mantello uscivano da questo delle frange tutte colorate che dovevano ricordargli, con il movimento, il dovere di pregare in ogni momento, e la sua relazione con Dio in ogni istante. Questa donna, toccando le frange dice 'se riesco ad entrare nella relazione che questo profeta ha con Dio, allora posso guarire'. Lei non ha riconosciuto subito Dio ma ha riconosciuto la relazione. Questa è l'umiltà. Una mamma, un papà, un marito possono dire 'se riesco ad entrare nella relazione che c'è tra mia figlia, mio figlio, mia moglie e Dio, allora guarirò'. Quante volte vedete che la gente vi cerca semplicemente perché vede questa relazione. Sono meravigliato quando la gente mi dice vorrei stare un po' con te! Cosa significa? La mia umanità come sapete non vale nulla, ma queste persone vogliono entrare in questa relazione con Dio. E sappiate che tanti si salveranno solo perché hanno toccato la veste della  vostra relazione con Dio. Dobbiamo avere tanta compassione. Maria a Medjugorie dice che le persone si dividono non in credenti e non credenti, ma in credenti e coloro che ancora non hanno incontrato Dio, cioè che non hanno ancora toccato le frange. Come fare? Uso l'immagine di Giona. Dio gli dice vai a Ninive ed evangelizza. Ninive era la capitale degli Assiri,  il nemico numero uno degli Israeliti. Dio gli dice evangelizza, altrimenti questo tuo nemico morirà. Noi come reagiamo in questa circostanza ? Pensiamo, bene se morirà, perché è mio nemico!!! Dio dice che non devi lottare CONTRO il tuo nemico ma PER il tuo nemico, questo è evangelizzare!!! C'è gente che non riesce a vivere senza un nemico. Perché chi non vuole lavorare su se stesso cerca un nemico per sentirsi migliore del nemico. Dobbiamo andare verso i nostri nemici, questa è la nostra gioia, quando un nemico di Dio si converte. Come si fa? Dobbiamo passare dai dieci comandamenti al Padre Nostro. Di solito quando evangelizziamo partiamo dagli errori che la persona ha fatto, invece di partire dal Padre Nostro. Partire dal Padre Nostro significa far comprendere che è figlio di Dio, farlo sentire amato. Poi arriverà il tempo in cui si parlerà dei dieci comandamenti, ma questo avviene dopo. Ci vuole questa umiltà del nostro cuore. Ancora un pensiero con cui concludiamo. Il centurione arriva da Gesù e ha lasciato un servo malato a casa e dice a Gesù di non entrare nella sua casa ma di dire solo una parola... noi andiamo da Dio e diciamo guariscimi perché me lo merito. Invece il centurione dice io non sono degno, non valgo nulla e riconosce quindi che la guarigione non è merito suo ma è la potenza di Dio. Infatti i servi dicono a Gesù sai che ha costruito la sinagoga, merita! Ma il centurione dice che il merito non è suo. Dobbiamo inserire questa preghiera, 'io non sarò mai degno di questa guarigione, liberazione, ma ti prego guariscimi a prescindere! Gesù non è entrato nella casa del centurione perché, prima, è entrato nel suo cuore.  Anche voi avete lasciato a casa una persone che deve essere guarita. Gesù non ha bisogno di visitare la casa di questa persona ma il suo cuore.   Il cristiano non è una persona in pace ma di pace. L'Uomo di pace si rimbocca le maniche e lavora per l'altro perché arrivi la pace nel suo cuore. E lavorare alle volte significa morire!!   Atteggiamento di San Giovanni Maria Vienney durante l'adorazione "lui mi guarda ed io lo guardo".

 

Giovedì 3 Agosto -  Mt 13, 47-53

Omelia di Padre Jaczek

 

Voglio iniziare da una riflessione personale. Ogni volta quando sono agli esercizi spirituali faccio fatica a predicare. Predico da 21 anni e a volte ho predicato anche di fronte a trentamila persone, senza microfono e senza voce, perché una volta è saltata la corrente, mi sono ritrovato senza microfono e non avevo voce. Ve lo dico perché questa mia difficoltà la sto paragonando ad una difficoltà a condividere la parola nella famiglia; non puoi raccontare in famiglia qualcosa di non vero, devi dire sempre qualcosa di autentico. Voglio toccare il tema della difficoltà nell'evangelizzazione. Sabato torneremo nelle nostre città e quando tornerò a Lomza vedrò lo stesso panorama... per due mesi tutti racconteranno come sono stati belli gli esercizi e per gli altri dieci mesi li aspetteranno di nuovo! A volte quando vado ad evangelizzare mi butto, senza preparazione, altre volte mi preparo molto bene e ho dietro a me una comunità che prega. Lo dico perché penso che ciascuno di noi abbia difficoltà ad evangelizzare. Questa mattina durante la colazione abbiamo toccato il tema dell'emozione. Se le nostre azioni non sono trasfigurate dall'amore di Dio possono essere un problema. Quando non ero ancora convertito, ma ero già sacerdote, cercavo  di gestire le emozioni come John Nash, il matematico protagonista del film 'A beautiful mind'. Malato di schizofrenia aveva delle allucinazioni e si relazionava con persone che vivevano nella sua mente e non nella realtà. Ad un certo punto tutto è iniziato a crollare nella sua vita, ma, quando ha cominciato a curarsi la terapia lo ha aiutato. Quando ho un problema con le mie emozioni, ad esempio provo paura nell'evangelizzazione arrivano le emozioni che mi destabilizzano e mormoro dentro di me. Mi sento come John Nash. Lui ha cominciato ad ignorare le persone che vedeva, e noi possiamo fare lo stesso con le nostre emozioni. Possiamo ignorarle per un po' ma questo non può durare a lungo. Quando siamo in missione per evangelizzare e la nostra emotività disturba la missione, significa che siamo proprio chiamati a questa missione, più ci sono difficoltà più la chiamata è vera. Vi ricordate l'esercito di Israele, i suoi militari non hanno mangiato per indebolirsi, non mangiavano perché la forza di Dio prendesse il sopravvento su di loro. Volevano essere deboli affinché la forza di Dio potesse agire sulla loro debolezza.  Gli apostoli si trovavano sempre insieme per adorare Dio, così come noi ieri notte, ma questi momenti erano solo l'inizio, l'inizio e la sorgente di una buona evangelizzazione, per cui se qualcuno non si sente degno di evangelizzare è la verità, perché non possiamo fare nulla senza la grazia di Dio; forse qualcuno non è così preparato, allora può iniziare la sua formazione verso l'evangelizzazione ignorando le sue emozioni. Alle volte non vediamo i frutti dell'evangelizzazione, altre volte invece, li vediamo. Un mio amico sacerdote mi ha raccontato una storia che mi ha colpito. Ha partecipato a Roma a degli esercizi guidati da un cardinale vietnamita. Ordinato sacerdote è stato arrestato dai comunisti, e messo in carcere, in isolamento. Era completamente solo. Avevo solo la possibilità di celebrare la messa, l'unica cosa concessa, e la celebrava in latino. E i soldati che lo controllavano erano meravigliati da questa lingua per loro strana ed erano sicuri che questa lingua fosse un codice con il quale si collegava con il vaticano. Ovviamente era assurdo. Allora hanno deciso che doveva insegnare il latino ad alcune guardie. Non c'era nessun altro insegnante di latino, lo conosceva solo lui. Aveva solo due libri in latino, il messale e la Bibbia, così ha iniziato ad insegnare loro questo latino della chiesa. Finito il corso potevano parlare, e dopo un po' tutti hanno dimenticato che il prete parlava in latino. Dopo alcuni anni di prigionia in isolamento questo prete entra in una crisi di fede profonda proprio per la solitudine, e ad un centro punto pensava di non credere più. Un mattino si è alzato, si è guardato allo specchio e ha visto l'immagine del fallimento. Ad un certo punto ha sentito un bellissimo canto latino. Ha aperto la finestra e ha visto le guardie che durante il loro allenamento cantavano in latino. Ha iniziato a piangere e in quel momento ha recuperato la fede.  Ve lo dico perché noi da tanti anni siamo nascosti come questo vescovo in prigione, perché se io ti chiedo quante persone hai evangelizzato in questo anno ti mando in crisi. Questo per Dio non è un problema, il problema si trova dentro di noi. Dobbiamo essere coraggiosi per superare questo confine. Andate ed annunciare con gioia.

 

Mercoledì 2 Agosto – Mt 13, 45 -46

Omelia di Don Andrea Swiecinski

 

Siamo venuti in questo santuario della Madonna di Campocavallo e come delle spighe piene siamo qui per fare un inchino d'amore a Maria. Anche Lei è stata piegata davanti alla Croce, offrendo la sua vita. Immaginiamo un povero che sta davanti al trono di Dio, che bisogno c'è che dica al Signore di cosa ha bisogno, egli stesso è già preghiera! Noi siamo qui davanti alla Madonna Addolorata e non dobbiamo neanche pensare cosa chiedere perché Dio sa cosa stiamo vivendo, basta stare semplicemente in silenzio davanti a Maria e dire 'ecco la mia preghiera, la mia vita'. Dobbiamo essere uomini di preghiera con L umiltà del cuore. Questa è la nostra felicità, la nostra meta. La teologia dice due Dio è felicità e l'uomo ha ribaltato questa frase dicendo che la felicità è Dio. Qui iniziano tutti i problemi. Cosa significa? In un cortometraggio americano c'è la scena di un impiegato che sta litigando con una fotocopiatrice e ad un certo punto , innervosito, l'uomo da un calcio a questa macchina ed esce un foglio di carta in A3 che ha un buco nero nel centro. L'uomo sposta il foglio e poi casualmente appoggia un bicchiere di carta su questo foglio proprio dove c'è il buco e questo viene come risucchiato. Si stupisce e pensa che sia una magia. Allora prende questo foglio, lo attacca su un distributore automatico, mette la mano dove c'è il buco nero e il suo braccio entra nella macchinetta e lui può prendere tutto! Incoraggiato da questa magia entra in diversi uffici e ruba. Ad un certo punto entra in un ufficio dove sa che ci sono tanti soldi. Incolla il foglio sulla porta, infila la mano e prende dei soldi, ma sa che ce ne sono tanti altri perciò si infila ed entra con tutto il corpo. Quando è dentro il foglio si stacca dalla porta e lui resta incastrato dentro e non riesce più ad uscire. Ecco l'esempio che la felicità non è Dio. Tanti uomini sono rimasti incastrati in questa felicità che sembrava essere Dio. Chiediamo a Maria di farci riscoprire che Dio è la nostra felicità. Chiediamo questi occhi santi per contemplare Dio come la nostra felicità. Maria sotto la croce contemplava  la sua felicità, e quante volte noi, quando siamo sofferenti facciamo fatica a guardare la croce come la nostra felicità. Vogliamo scappare, cerchiamo una versione di questo foglio ma spesso restiamo incastrati. Come formare questo sguardo divino dentro di noi? Se guardiamo le beatitudini, il Padre Nostro, i dieci comandamenti, ci accorgiamo che la prima parte ad esempio dei dieci comandamenti sposta il nostro sguardo su Dio, la seconda sull'uomo. Ci sono queste due linee, la prima verticale che ci aiuta a guardare Dio, ad alzare lo sguardo e poi c'è la linea orizzontale quando noi guardiamo chi abbiamo intorno. La felicità è composta da queste due linee, quando smetti di guardare te stesso. L'infelicità inizia quando ti guardi addosso. Sono stato impressionato da un missionario che ha raccontato questa storia. È un grande evangelizzatore e ha svolto il suo ministero in Africa, dove i bambini sono tanto attratti dalla macchina fotografica. Lui sapendo questo girava i villaggi scattando tante foto e poi un giorno tornando nello stesso villaggio ha portato una foto scattata ad un gruppo di bambini. Una mamma ha mostrato la foto al foglio che ha cominciato ad indicare tutti i suoi amici chiamandoli per nome. Alla fine l'unico bimbo che non aveva indicato era se stesso perché, non avendo specchi, non si era riconosciuto. Mi ha fatto impressione questo sguardo che va sugli altri e non riconosce se stesso. Forse è arrivato il tempo, in questi esercizi, di non abbassare lo sguardo su di noi perché questo ci porta verso l'egoismo e la depressione. Si deve partire da questa frase teologica, Dio è la nostra felicità. In Polonia c'è una storia due ragazzi uno lo chiamavano spicciolo, e l'altro cento. Spicciolo era povero, giocava tutto il giorno con scarpe rotte, vestiti brutti. Cento veniva accompagnato dal padre, aveva scarpe perfette, bei vestiti, ma non giocava così bene perché oltre al calcio faceva tante altre cose. Spicciolo invece giocava tutto il giorno, ma sapeva bene che era piccolo, uno spicciolo e anche se giocava bene  da solo non poteva fare nulla, e aveva bisogno degli altri compagni di squadra per fare gioco. Cento non aveva bisogno di nessuno, bastava a se stesso. Uno spicciolo non si spacca, una banconota da cento invece si può strappare in un attimo. Vi lascio questa metafora perché è la stessa dell'uomo con il foglio magico che si incastra. Spicciolo guardava gli altri e si rendeva conto che senza gli altri non poteva nulla. E quando il male arriva non può farti nulla se il tuo sguardo è in alto.  Davanti a Maria possiamo prendere questa decisione e costruire un monte sul quale salire, come Mosé per ricevere queste due tavole, una con lo sguardo verso Dio e l'altra per guardare il fratello. Dio scende dalla montagna in modo misericordioso verso l'uomo e l'uomo sale verso Dio con la pazienza. Chiediamo che queste due linee si incontrino per trovare la felicità.

 

Marted’ 1 Agosto - Mt 13,36-43

Omelia di Don Andrea Swiecinski

 

In questa settimana la liturgia ci offre tante immagini attinte dall'agricoltura, si parla del grano, della zizzania, del tesoro nascosto nel campo; ecco perché mi voglio soffermare sulla prima immagine che il Signore ci ha offerto domenica, e cioè il tesoro nascosto nel campo.

Un uomo trova un tesoro in un campo, vende tutto e lo compra. Ecco una spiegazione: il ricercatore è Gesù e io sono quel tesoro. Tu sei il tesoro di Gesù e lui sta comprando tutto il campo. Mi sono sempre chiesto: 'ma se ha trovato il tesoro perché non lo ha preso ma ha addirittura comprato il campo'? Perché il campo è la tua storia, sono tutte le persone che ti vivono accanto, tutte le persone che hanno una relazione con te e Gesù sa che se non compra anche il campo tu non puoi essere felice. Gesù ti ha trovato, ma come diceva una madre ' io non voglio il Tuo cielo se mio figlio non sarà con me'.

Ecco il senso dell'acquisto del campo.

Gesù all'inizio di questi esercizi è andato a comprare il tuo campo. In questa giornata pensiamo di affidare il nostro campo, la nostra vita. Non puoi venire a questi esercizi e pensare che non ti interessa più tuo marito, il tuo lavoro , tutte le cose difficili che hai lasciato a casa, perché sei il tesoro del Signore. Non funziona così.

Noi dobbiamo evangelizzare con gioia. Questo è il tema di questi esercizi.

Tra poco su questo altare arriverà Gesù risorto. L eucarestia è il momento più importante della giornata. Eppure questo momento ci sfugge. Anche prima della messa siamo troppo distratti, rischiamo come diceva sant' Agostino che 'Gesù passi e io non me ne accorga'. Attenzione, i beccamorti non possono essere evangelizzatori!!!

Non siamo beccamorti, ma dobbiamo essere coloro che trasmettono la gioia.

Dobbiamo distinguere però tra l’essere lieto e l'essere allegri. Essere lieti è una cosa interiore, una cosa che hai nascosta dentro. La gioia ha una sorella e si dice che questa sorella sia la serietà.

L’allegria è una cosa superficiale. Dobbiamo essere artigiani della gioia, non artisti. Gli artigiani lavorano di nascosto, sono lieti.

Nel campo quando arriva il tempo della mietitura, le spighe alte sono vuote, invece quelle piene sono piegate.

La zizzania è simile a queste spighe vuote, alte, che si fanno vedere ma dentro non hanno nulla; al contrario ci sono tanti cristiani, pieni come le spighe che sono piegati, nascosti.

La zizzania, alta, risucchia tutte le energie. Quelle spighe piegate che sono piene, rappresentano noi lievito.

Allora mi chiedo ma io all'interno della comunità sono questa zizzania che risucchia ...

Si può fingere di avere il cuore ma non di avere l’anima. Avere l'anima significa avere il lievito, cioè avere la capacità di far fermentare le cose. Far fermentare la gioia dove noi viviamo.

Il bimbo fino a tre mesi vede sfuocato. La medicina dice che il bimbo vede a una distanza di 21 cm, che è la distanza dal seno al viso della mamma. Tutto il resto è sfuocato. Noi al contrario. Guardiamo le cose intorno ma resta sfuocato l’interno. Guardiamo fuori, intorno a noi ma perdiamo di vista l’essenziale, il centro che Gesù.

Sono rimasto colpito da un sacerdote che ha fatto il seminario con un ragazzo africano cresciuto in ambiente musulmano. Prima di arrivare in seminario è stato picchiato tante volte dai suoi familiari, addirittura è stato ustionato ma questo ragazzo non ha mai perso la fede. Quando è entrato in seminario e ha cominciato ad uscire ad esempio per mangiare la pizza e poco per volta ha trovato il vuoto che il mondo occidentale offre, nel giro di poco ha lasciato tutto ed è diventato DJ in una discoteca. Anni di botte non lo hanno piegato, è bastato il vuoto e subito ha lasciato Gesù e la fede!

Ecco perché la comunità è importante, camminare insieme, ecco perché ieri abbiamo fatto questa preghiera contro la zizzania, contro le parole che feriscono nella comunità.

Sono rimasto colpito dalla storia di una donna osteggiata nel cammino di fede dal marito, veniva tanto derisa da lui e una volta, tornata a casa decide di chiudere gli occhi e di pregare cosi: 'ti prego Gesù ora dammi i tuoi occhi per guardare mio marito così come lo vedi tu' e quando li ha aperti ha visto intorno al marito tanti demoni che lo trattavano come uno straccio e ridevano. Ha cominciato a invocare con forza il nome di Gesù e questi demoni sono scomparsi. Il marito è tornato in se non capiva cosa fosse successo!

Evangelizzare con gioia significa avere gli occhi di Dio; e dobbiamo avere compassione. Gesù ci ascolta sempre, ogni volta che ci avviciniamo a Lui perché Lui arriva dal futuro!

Durante un ricevimento di nozze sono rimasto colpito da una donna semplice ma molto bella, tanti ragazzi volevano ballare con lei. Ad un certo punto un ragazzo le si avvicina e le chiede se vuole ballare ma lei risponde: 'ora no, ma puoi ogni tanto tornare e vedere se sono disponibile'. Gesù non fa così con noi, quando andiamo da Lui, sempre lui ci desidera!

 

 

Lunedì 31 Luglio - Matteo 13, 31-35
Omelia - Don Vitali

 

Ho incontrato una suora della quale vorrei raccontare la storia perché è un bell’esempio di fede che non si vede. Ecco l’origine della sua chiamata nell’ambiente bielorusso dove è presente il comunismo e dove non c'è speranza dal punto di vista della fede. Questa suora aveva una nonna molto devota che all’età di 5 anni la porta in chiesa dove trovano il sacerdote nel confessionale; il sacerdote aveva fuori la mano; la nonna dice alla bimba: “Va’, baciagli la mano perché lui ti porta a Gesù”. Questa bimba un po' intimidita va e la bacia. Il sacerdote, che non se lo aspettava, le regala una immagine di Gesù che ancora oggi questa suora porta con porta con sè.

I protagonisti di questa storia sono tre e portano con sè tre atteggiamenti importanti:

1. la nonna che, indipendentemente da tutto, va avanti nel suo cammino di fede, pur nel pericolo del comunismo, e testimonia Gesù (quante volte diciamo: “Se avessi un marito diverso, un lavoro diverso, una situazione diversa, allora potrei...”);

2. la bimba che si fida della sua nonna e la segue;

3. il sacerdote che pare non faccia nulla, eppure è pronto e fa la cosa giusta al momento giusto.

Facciamo un mini percorso di fede. il primo passo nella fede è quello che abbiamo letto nella prima lettura: il grido di chi canta due cori.

Anche noi, nel nostro cuore abbiamo due cori: il coro della fede e il coro delle mie lamentele, così come gli Israeliti che sono usciti dall’Egitto si erano già dimenticati dell’esperienza di schiavitù, proprio come noi! E allora chiediamo a Gesù di aiutarci, perché tante volte abbiamo visto la sua azione nella nostra vita e in quella di altri, sappiamo che Gesù è presente e interviene. Chiediamo scusa per il coro dell’impazienza, del tutto e subito, del non sento nulla. Questo è il coro che impedisce la fede!

Il secondo passaggio è il coro del desiderio. Desidero Il tuo progetto, Gesù, la tua volontà, anche se dovessi cambiare tutto. E poi desidero anche il cambiamento, la guarigione.

Il terzo passaggio nella fede è quello di credere che Tu fai tutto, come nel Vangelo, c'è un seme che cresce. Questo passaggio è il passaggio dell’abbandono, mi abbandono totalmente nelle Tue mani; e il Tuo obiettivo non è l’alberello della mia famiglia, del mio lavoro, etc. ma è un albero molto più grande, per cui lascio i miei desideri per donarmi per un progetto più grande.

In ultimo il momento della fede è la riconoscenza, fatta del ringraziare Gesù per l’altro come strumento di Dio, del ringraziarci a vicenda. Dire “grazie” perché, non sappiamo come, ma vediamo i frutti della fede. E un altro modo per ringraziare è avere compassione. È la compassione che ci permette non di abbattere i muri, ma addirittura di non costruirli.

Riassumendo, ecco il programma di questa giornata:

·       distinguere i due cori dentro il mio cuore

·       seguire Gesù, abbandonarsi

·       lode e compassione.

 

Domenica 30 Luglio - Mt 13, 44-52
Omelia - Don Jacek Czapliki

E' arrivata lora decisiva della storia, è arrivato il Regno di Dio.

La salvezza viene dall'iniziativa di Dio. Sembra che Gesù dica: "Prendete questa decisione rapidamente! Correte finchè c'è tempo!".

Le assicurazioni per la vita non valgono ad assicurarci la vita, solamente il Regno di Dio è una reale assicurazione.

Siamo chiamati a vendere tutto, a distribuire tutto. Bisogna essere pronti a qualunque sacrificio. E' necessario però prima trovare il tesoro, scoprire Gesù come il tesoro, poi sacrificare tutto sarà un gioco da ragazzi. E' necessario farlo con gioia e così troveremo la vera gioia.


pubblicato in data: 04/06/2017 15:46:23    :658

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"Toccare la misericordia di Dio, fonte di vita e d'amore": Sabato 24 Aprile 2016 Congregation Internazionale a Lida (Bielorussia) - Guarda l'articolo apparso sul quotidiano di Lida!
VENTI DI GIOIA: SERATA DI PRESENTAZIONE DEL NUOVO CD VENTI DI GIOIA: SERATA DI PRESENTAZIONE DEL NUOVO CD 11/12/2015
Un Vento di Gioia ha attraversato il cuore del pubblico durante la serata di Giovedì 10 Dicembre! SCOPRI DOVE ACQUISTARLO!
CONGREGATION INTERNAZIONALE: BIALYSTOK, 31 MAGGIO 2014 CONGREGATION INTERNAZIONALE: BIALYSTOK, 31 MAGGIO 2014 01/06/2014
Ora è il tempo di svegliarvi dal sonno: questo il tema della Congregation Internazionale che si è svolta Sabato 31 Maggio 2014 a Bialystock (Polonia) con la partecipazione di diversi fratelli dall'Italia e dalla Bielorussia.
1 FEBBRAIO 2014 - LOMZA - CONSACRAZIONI 1 FEBBRAIO 2014 - LOMZA - CONSACRAZIONI 03/02/2014
Il primo Febbraio 2014, a Łomża (Polonia) i fratelli che hanno concluso il cammino di formazione si sono Consacrati a Gesù, in forma privata, assumendo come strada e stile di vita la spiritualità del Movimento Gloriosa Trinità
PRIMA ASSEMBLEA DEI CONSACRATI PRIMA ASSEMBLEA DEI CONSACRATI 03/02/2014
Rendiamo grazie dal profondo del cuore a Dio per la Prima Assemblea dei Consacrati che si è svolta a Lomza (Polonia) il 2 Febbraio scorso.
SOLENNITA' DELL'EPIFANIA - CONSACRAZIONI SOLENNITA' DELL'EPIFANIA - CONSACRAZIONI 06/01/2014
Solennità dell'Epifania: il 6 gennaio, durante la Santa Messa nella Chiesa di S. Bartolomeo, i fratelli che hanno concluso il cammino di formazione si sono consacrati a Gesù in forma privata, assumendo come strada e stile di vita la spiritualità del Movimento Gloriosa Trinità.
FEDE ON ICE: VIDEO DI PRESENTAZIONE FEDE ON ICE: VIDEO DI PRESENTAZIONE 07/06/2016
Guarda i video che accompagnano l'evento FEDE ON ICE: l'intervista a Federica, la presentazione del Progetto CD, e la Presentazione del Movimento Gloriosa Trinità.
S. MESSA DI AMMISSIONE AGLI ORDINI SACRI DEL SEMINARISTA ANDREA S. MESSA DI AMMISSIONE AGLI ORDINI SACRI DEL SEMINARISTA ANDREA 11/09/2016
Il 10 Settembre 2016, il Card. Menichelli ha presieduto la S. Messa di ammissione agli ordini sacri e al presbiterato del nostro seminarista Andrea Cofrancesco
I NOSTRI GIOVANI ALLA GMG 2016: CRACOVIA I NOSTRI GIOVANI ALLA GMG 2016: CRACOVIA 24/08/2016
Anche i giovani del Movimento Gloriosa Trinità hanno partecipato alla XXXI Giornata Mondiale della gioventù a Cracovia.
APPUNTAMENTI:
2 luglio 2017 - 30 settembre 2017
COMUNITA' DI VILLARICCA (NA)
2 luglio 2017 - 18 settembre 2017
COMUNITA' DI MILANO
2 luglio 2017 - 18 settembre 2017
COMUNITA' DELL'ITALIA CENTRALE

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