Gloriosa Trinità



TESTIMONIANZA - LA MIA CONTINUA CONVERSIONE

 

Per quanto mi riguarda la conversione è un cammino continuo, fatto di tappe che cercherò di descrivere. Pur essendo battezzato, cresimato e sposato in Chiesa, la mia prima conversione - intesa come inizio di un nuovo cammino, da cristiano della domenica a qualcosa di meno superficiale - è cominciata quando nel 1986, con mia moglie andammo a Medjugorje. Allora non ero ancora giornalista specializzato nella musica, campo in cui mi sono laureato, ma scrivevo da freelance per la cronaca di vari giornali. E a Medjugorje ci andai proprio con l’intento di raccogliere interviste e testimonianze. A quel tempo oltre una personale curiosità e un certo “appetito” spirituale - se così si può dire - non avevo che il compito di “tornare con l’osso”, come si dice in gergo giornalistico.

Intervistai Marja Pavlovic, grazie a un frate francescano di Benevento che mi introdusse, assistetti a un’apparizione a pochi passi dai veggenti - che allora la ricevevano nella casa parrocchiale. Tornai a casa, oltre che con il materiale per scrivere l’esperienza e pubblicarla su un settimanale, con parecchie cose inspiegabili che erano capitate nella saletta delle apparizioni, sulla collina del Podbdro e in un colloquio con padre Jozo (figura emblematica per chi conosce la vicenda Medjugorje). Segni e impressioni che rimasero per anni come braci che covano sotto la cenere perché allora, sia io sia mia moglie continuammo la vita normale, anche se, per quanto cercassimo di “far finta di niente”, niente poteva essere come prima.

Passarono tuttavia anni in cui, al di là di un saltuario interessamento alle vicende che non smettevano di accadere in Bosnia-Erzegovina, la nostra fede proseguiva a essere quotidiana e domenicale non proprio tiepida ma neanche appassionata.

La seconda conversione avvenne quando arrivò nella chiesa che frequentavamo in una frazione del comune dove abitiamo un sacerdote del movimento dei Focolarini di Chiara Lubich. Le sue prediche ci colpirono perché spiegava il Vangelo come parola viva e poi fummo invitati ad una serie di incontri di testimonianza settimanali per qualche anno finché quel sacerdote non fu trasferito.

Il Signore a questo punto mi fece trovare sul cammino quella che definisco la terza conversione. Nel 2003, col cambio di editore, la sede del mensile di musica classica dove lavoro, si era trasferita  in via Moscova. E io, nella pausa pranzo, sfruttavo buona parte del tempo per entrare nella chiesa di Sant’Angelo che rimane aperta grazie a un turn over di volontari. Lì  restavo a meditare e lì, non ricordo se nel 2004 o 2005, conobbi Giovanni Casi, che mi invitò alla recita del Rosario che si faceva di lunedì. Si intensificarono gli incontri, partecipai anche agli atelier e - nel 2008 – fu proprio grazie al contatto col Movimento che riiuscii a dare coraggio a mia moglie colpita da una malattia grave. Fu una prima svolta importante, ma non l’ultima. Perché dal 2008 a oggi, assieme a mia moglie, abbiamo frequentato gli incontri del lunedì al Carmine, con le catechesi di Don Andrea, le preghiere di guarigione, le condivisioni. E finalmente la mia visione delle cose del mondo, dal lavoro ai familiari agli amici, è cominciata a cambiare. Se le esperienze precedenti – quelle che ho definito prima e seconda conversione – sono stati come delle forti scosse che in qualche modo mi obbligavano a restare in ascolto, adesso con Don Andrea e il Movimento, oltre all’ascolto comincio a sentirmi come un bebè che sta ancora gattonando ma prova a fare qualche passo. Quel passo è la mia decisione per Lui. E Lui con la Misericordia di un padre, proprio per aiutarmi a scrostare le vecchie abitudini, si è fatto sentire cogliendomi di sorpresa come a dirmi: “Adesso quello che in questi mesi hai sentito come catechesi e testimonianza devi farlo tuo, ma ti manca l’ingrediente fondamentale, l’umiltà”. Io so di avere molte incrostazioni vecchie che mi impediscono di fare emergere questa virtù. E allora il Padre buono ha voluto farmela assaggiare. E’ successo all’inizio di febbraio, mentre tornavo dal lavoro. Ero in macchina e ascoltavo Radio Maria: a un tratto la testimonianza di una madre che, nonostante le sue molte disgrazie continuava a ringraziare il Signore, mi toccò profondamente e cominciai a sentire la sua gioia nella disgrazia a tal punto che dovetti accostare l’auto, spegnere la radio e ascoltare in silenzio il Signore che mi faceva sentire  profondamente il senso di umiltà vera. Piansi a lungo e gioivo nello stesso tempo, sentendomi felice perché Gesù era lì con me nel mio cuore a dirmi cosa mi manca. E’ stata un esperienza meravigliosa, durata alcuni minuti, ma che mi ha segnato profondamente. Ho immediatamente ricollegato questo momento speciale agli incontri del Movimento. Agli insegnamenti di Don Andrea e alle condivisioni nei gruppetti. Momenti della mia vita che sono diventati indispensabili e irrinunciabili. Che mi spingono a impegnarmi per una quarta conversione, nella messa in pratica dell’umiltà di cuore. Non vedo l’ora di cominciare da domani gli esercizi per la preghiera del cuore. Un caro saluto e un grazie a tutto il Movimento.

Alessandro