Gloriosa Trinità



TESTIMONIANZA - VIAGGIO A LOURDES

Lourdes lo avevo visto in televisione, ascoltato via radio, me ne avevano parlato gli amici
ma di andare non era  mai arrivata l’occasione.
Sono partita, con un carico d’intenzioni e di devozioni da restituire. Già in volo la gioia sprizzava in me, sono un po’ esuberante e tanta in tutto, quando sono felice rido tanto e coinvolgo gli altri con il mio ridere. Ho una porta aerei nel cuore e spero sempre che qualcuno dei miei fratelli venga su quella porta aerei a darmi una mano. Tendo a portare le persone che amo sempre con me nel cuore, non le lascio mai perché io sono stata invece tradita tante volte e io non lo ho mai fatto.
L’arrivo a Lourdes, è stato entrare in un’anticamera del Paradiso, una bomba di Pace è entrata in me, come un’effusione costante. Mi sentivo in una culla riparata, dentro la pancia di una mamma, che mi voleva, che mi amava e mi aspettava. La grotta dove ho sostato per un tempo indefinito, mi avvolgeva, mi sembrava roccia di carne viva, un polmone enorme e vivo pieno di ossigeno, un gigante di calore e confortevole, una roccia trasformata in un abbraccio eterno e di accoglienza eterna. La sofferenza degli altri così dignitosa e portata con sopportazione, offerta e salvifica, dove mi sentivo un cuore solo e  parte di quel mondo mariano.
Come sempre nel mio cammino, lo stesso messaggio,“Siamo con te, leggiamo nel cuore, vediamo, sappiamo, capiamo”…
Lourdes era un altro segno, un altro “ti vogliamo così come sei” e tanto tanto Agape.
Mi sono sempre sentita dalla conversione in poi, con l’insegnante di sostegno, una ripetente a vita, una persona con una contemplazione innata, con un dialogo costante, relazionandomi con facilità e spontaneità al Cielo, nella gioia e nell’agonia con il Cielo, il corpo mistico era presente lì.
Senza poter aver ricevuto un Sacramento matrimoniale, la concessione di una metà di me che mi capiva, che mi proteggeva, che mi diceva, ti seguo, ti appoggio, mi è mancata tantissimo, perché spesso la vita mi ha usato e gettato via. Attraverso Maria ho imparato che lasciarsi usare e donarsi  è una chiamata speciale, diventare farina per il prossimo e restare “perdente” per il mondo ma non per Maria.
Guardavo la persona amica che era il motivo del viaggio, con il marito e le figlie e mi sembrava di conoscerli da sempre, guardavo la mia guida e madre adottiva sorella e compagna di cammino che come me pregava, mi sentivo vicinissima a lei alla sua spiritualità che in parte ho ereditato e a quella del mio padre che il Signore mi ha inviato sulla terra.  I fratelli scelti per il viaggio da Maria , consacrati, fondatori, consacrandi, erano tutti speciali nelle loro diversità. In quel luogo mi sentivo chiamata, attesa, a casa, libera da ogni vincolo e legame o laccio.
Per andare alle vasche, mi sono messa in coda molto presto, e quell’esperienza è stata la più bella in assoluto di una vita intera. Mi sentivo parte di quelle donne, delle loro storie, del loro essere madri, nonne, zie, sorelle, donne con donne, bellissimo, una potenza, da tutto il mondo......

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