Gloriosa Trinità



TESTIMONIANZA: ASSEMBLEA DEI CONSACRATI

Ho fatto esperienza dell’amore del Padre e dei fratelli.
Sono appena tornata dalla Polonia, dove ci siamo recati per la consacrazione dei fratelli polacchi e l’evento della prima assemblea internazionale del Movimento, e accolgo volentieri la richiesta di mettere nero su bianco l’esperienza vissuta, perché mi aiuta a mettere ordine nelle tante emozioni di questi giorni.
La prima cosa che mi colpisce rivivendo i giorni trascorsi è il cambiamento radicale di prospettiva, che si è verificato anche sul piano spirituale con l’incontro con GT: come è cambiato il modo di sentire il Signore, prima lontano, ora vicino, presente nella mia vita, persona viva, così cambia anche il modo di vivere il viaggio. Me ne accorgo anche dalle domande che mi fa chi mi incontra al ritorno: quali città ho visto, monumenti, musei, qualunque cosa che abbia un rilievo artistico, storico o culturale. Questa infatti è l’ottica del turista comune: si va in un paese straniero e si cerca di conoscere gli ambienti che lo caratterizzano, poi, forse, ci sarà un avvicinamento anche alle persone che vi abitano. Noi invece abbiamo capovolto la prospettiva. Il primo viaggio che faccio in Polonia mi fa conoscere prima di tutto il cuore delle persone, un cuore veramente grande nel quale sembra che noi ci siamo già tutti, dobbiamo solo riconoscerci. Da subito è evidente che c’è un sentimento molto forte che unisce persone tanto diverse per ambiente di vita, cultura, abitudini, lingua: è l’amore del Padre che ci fa riconoscere in loro i fratelli. Mi viene in mente un canto dedicato in modo particolare ai momenti di festa comunitari, un canto di ringraziamento per la vita del fratello che amiamo perché vediamo Cristo in lui.
Quando poi entriamo nelle loro case, la sensazione di essere a casa, in famiglia, diventa ancora più forte e commovente, soprattutto perché diventa evidente quanto “tempo buono” ci abbiano dedicato nella preparazione dei cibi migliori in grandi quantità, nell’organizzare ogni cosa in modo che non ci manchi nulla, quanto ci accolgano con gioia sincera. E’ stata molto forte però anche l’esperienza spirituale. Il giorno delle Consacrazioni mi ha fatto rivivere l’emozione ancora molto recente della mia consacrazione del 6 gennaio. Sia l’Adorazione del mattino che la S.Messa del pomeriggio hanno abbattuto barriere di lingua e di ogni altra differenza che umanamente c’era tra noi e i fratelli polacchi. Nella preghiera si è realizzata un’unità profonda, come anche il giorno successivo, durante la S. Messa penitenziale, quando, proprio come ha detto don Andrea nell’omelia della festa  della Presentazione al tempio, ci sentivamo tutti come uomini che cercano gli altri uomini per parlare di Dio, uniti da questa grande responsabilità che il Signore ci ha affidato con la consacrazione. Durante i lavori dell’assemblea mi ha commosso la presenza del  Signore in mezzo a noi. Noi eravamo tutti un po’ spaventati dalla mole e dall’importanza del lavoro che stavamo intraprendendo e preoccupati di non esserne all’altezza e il Signore si è fatto presente attraverso la Parola, più volte, sempre incoraggiante, come un padre che spinge il figlio ad agire, ma gli fa sentire che non lo abbandonerà mai e, quando sarà stanco o sfiduciato, lavorerà al posto suo.