Gloriosa Trinità



TESTIMONIANZA: QUEL DISPERATO BISOGNO DI AMORE

Essere davanti ad un foglio bianco e cercare di dare testimonianza del mio cammino nella fede mi spaventa molto perchè temo che le parole non siano sufficienti per descrivere in modo completo ed appropriato quanto sia cambiata
la mia esistenza dopo avere incontrato il Signore.

Ma ci proverò.
Sono cresciuta in una famiglia sana ed onesta nella quale però Dio occupava forse il decimo posto dopo il lavoro, la casa da acquistare, la conquista del benessere e tante altre cose, tutte importanti ma terribilmente terrene.
Ho passato gran parte della mia vita a commettere errori, cercando di appagare quel "disperato bisogno di amore" che mi portava a sentire quanto la mia esistenza fosse incompleta anche nei momenti migliori. Cercando di porre
rimedio agli sbagli già fatti, finivo per farne altri, tanto che a volte percepivo tutto quello che avevo accumulato negli anni come un edificio apparentemente saldo ma di fatto pericolante perché senza fondamenta. Il mio temperamento forte e testardo, razionale e pragmatico certo non era di aiuto, soprattutto perché mi portava a credere di essere l'unica artefice del mio destino e di poter, comunque, controllare tutto. Ma un giorno il dolore più grande che possa trafiggere una madre è arrivato come un fulmine, piegandomi in due e rendendomi impotente di fronte alla grave malattia che aveva colpito mio figlio, consapevole di non riuscire a porre rimedio, anche questa volta con le mie forze, a quanto stava accadendo. È stato allora che, mentre mi sentivo sfinita e con il cuore spezzato, le mie ginocchia si sono piegate ed il mio sguardo si è rivolto al cielo, invocando un aiuto.
Credo che il Signore lassù abbia pensato: "Era ora!". Perché per poter entrare nella mia vita e farmi comprendere che l'amore che cercavo era il Suo, aveva
dovuto permettere che io toccassi il fondo, che io mi ferissi fino a sanguinare. D'altronde non avrebbe potuto aiutarmi fin quando io non l'avessi chiesto credendo nella Sua capacità di aiutarmi. Il giorno in cui ho capito che non è Dio che manda o toglie disgrazie, ma che accettando il Suo aiuto, la "croce" assume un altro peso ed un altro significato, è stato il primo giorno del resto della mia vita.
Non credo basterebbe un intero trattato per raccontare quanto di straordinario sia accaduto da allora nella mia esistenza. Tutto è cambiato. La certezza di essere amata e, non meno importante, di essere amata così come sono da un
Padre buono e misericordioso ha dato a tutto un senso diverso. Spogliata della mia superbia, ho aperto la porta a tanti angeli inviati dal Signore affinché potessero aiutarmi durante il viaggio della mia conversione.
Così, un martedì sera di più di un anno fa, mentre ero alla ricerca di un luogo dove poter coltivare quella fede che finalmente era riuscita a germogliare dentro di me, mi sono trovata seduta nella cappellina della Parrocchia Gran Madre di Dio insieme ad un gruppo di sconosciuti. In verità ero
anche un po' perplessa e non avevo neppure capito bene a quale movimento facessero capo, però quel modo di pregare così spontaneo, così profondo sembrava fatto apposta per me. Atelier dopo atelier, sentivo che la mia spiritualità prendeva forma e dimensioni, diventando, paradossalmente,
"tangibile". La mia preghiera si faceva sempre più intensa,
portandomi nella contemplazione più profonda, conducendomi verso sensazioni di completo affidamento al Signore e rivelandomi nascondigli della mia anima che neanche
immaginavo. Non solo, la lettura della Bibbia, gli insegnamenti e le condivisioni rafforzavano la mia fede e le mie convinzioni, perché, seppure la fede sia un mistero che nasce spontaneamente e non si può insegnare, non può rimanere fine a se stessa, custodita gelosamente nel proprio cuore senza che si irradi verso l'esterno. Nel tempo ho capito proprio questo, era un po' come trovarsi a scuola, una scuola diversa dove si impara a parlare di Dio per far sì che non sia solo nostro ma che possa essere trasmesso agli altri. Ho
realizzato che, dopo aver ricevuto molto, era tempo di dare a mia volta. L'atelier non era solo un momento per me stessa di assoluto benessere spirituale ma, soprattutto, un pozzo di risorse dal quale attingere per poter convincere il resto del mondo della grandezza di nostro Signore. Un altro aspetto che mi ha conquistato è stato il trovarmi in perfetta sintonia con fratelli dei quali, per molto tempo, non ho saputo neanche il nome, nè loro il mio. Non sapevo chi fossero e cosa facessero nella vita, nè se ci fosse qualcosa di affine tra noi, ma, straordinariamente, mi sentivo in perfetta
comunione con loro, condividendo le loro sensazioni. Ho incontrato un esercito di persone meravigliose nel quale sono felice di essermi arruolata. Queste sono le meraviglie del Signore, questi sono i frutti che che ci dona ogni giorno se solo sappiamo coglierli. Così facendo, il Signore mi ha dato un
cuore nuovo per gestire i miei sentimenti ed i miei talenti che, seppur buoni, non erano impiegati dove veramente servivano, mi ha dato occhi nuovi per guardare ai fatti della vita con entusiasmo persino nelle difficoltà, mi ha donato la capacità di ascoltare i fratelli e di aiutarli, anche solo con la potenza della preghiera. Anche se andrei avanti per ore, concludo e non posso fare a meno di dire: Grazie Signore!

Stefania