Gloriosa Trinità



TESTIMONIANZA: HO SENTITO LA VERITA' NELLE SUE PAROLE E HO CREDUTO

Venerdì 16 gennaio 2015. Tardi. Sindrome da pagina bianca. Parola d’ordine: prendere tempo. Mando un messaggio di richiesta di aiuto (domanda mia: “Aiuto, non so cosa scrivereee!!!”, risposta dell’amica: “Non preoccuparti, ora ti mando lo Spirito Santo”). Niente, guardo la mail ma manca l’allegato.

Prendo ancora tempo, lettura dell’email. Sono iscritto ad una newsletter che mi recapita quotidianamente nella casella di posta il Vangelo del giorno (rito romano). Oggi parla dell’episodio della guarigione del paralitico: «Dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua» (Mc 2, 1-12). Leggo il commento: l’amore di Dio porta alla sanità della guarigione dell'anima.

Nel Settembre 2013, in Assisi, dissi in confessionale che da tempo mi sentivo mostruoso e inaccettabile, senza scampo e senza appello.

Il Padre confessore mi chiese di immaginare uno specchio in cui riflettermi e di disegnarlo sul muro. Tracciai con il dito un quadratino appena più grande del volto, e mi fece notare quanto invece lo specchio avrebbe potuto essere grande per specchiare tutta la mia figura e potenzialmente infinito.

Poi mi portò nel convento francescano accanto alla basilica e mi fece vedere dall’alto lo scorrere della vita: gli operai al lavoro, i bambini che giocavano a pallone, le donne che rincasavano. C’erano il sole ed una buona aria e gli uccelli roteavano sui lunghi campi arati abbracciati dalle colline verdi.

Sorridendo, il Padre mi chiedeva di prendere coscienza della vita che mi circondava: “…Guarda là questo, guarda lì quello, vedi laggiù quest’altro…”, e mi chiedeva di prendere coscienza di me stesso in mezzo al tutto: “…Stringi le tue braccia… Senti il tuo cuore battere… Ascolta il tuo respiro…”.

Ripeteva il mio nome e diceva che ero fortunato, perché amato dal Signore. Ho sentito la verità delle sue parole ed ho creduto.

Questo è stato il mio inizio.

Francesco