Gloriosa Trinità



TESTIMONIANZA: LA SOFFERENZA

Durante il mio Cammino di preparazione alla Consacrazione a Gesù nel Movimento Gloriosa Trinità, ci hanno illustrato che una identità del Consacrato in Gloriosa Trinità è la sofferenza, arma fondamentale che, se vissuta in Gesù conduce alle vittorie in tutte le vicende della vita spirituale e quotidiana, sia nei dettagli che nelle cose più importanti della vita. Ciascuno di noi vive la sofferenza come partecipazione a quella di Gesù (Kenosi). Siamo convinti che in Gesù non c'è morte senza Resurrezione e questo ci dà la forza di sperare.

La Kenosi, ci viene illustrata benissimo nella lettera ai Filippesi (2:5-7) "Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso, assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini".

Ho sperimentato in questo ultimo periodo, una sofferenza fisica causata da un improvvisa neoplasia con conseguente intervento. In questa nuova situazione, in un primo momento ho chiesto a Dio il perché, ho avuto paura e sentimenti di ribellioni, ed ovviamente non avendo risposte, mi sono sentita persa. Ho avuto la grazia di immergermi nella preghiera ed ho iniziato ad offrire questa mia sofferenza: per le persone conosciute che vivevano momenti di difficoltà; per le persone che sono alla ricerca della verità; per le persone che cercano la propria strada per realizzarsi nella vita umana e spirituale.

Solo in questa dimensione ho dato il senso alla mia sofferenza: è diventata sopportabile, non mi sembrava così pesante e ho riscoperto il significato di vivere la Kenosi. Ho cercato di vivere con gli stessi sentimenti di Gesù cioè sentire l'amore profondo che Lui ha per me, concretizzato in quel momento di sofferenza, vissuta con serenità, accettando quello che giorno per giorno succedeva. Ho riscoperto la donazione del tempo, facendolo diventare tempo buono specialmente con la preghiera chiedendo ogni momento di aumentare la mia fede. Ho riscoperto che nulla va trattenuto per me, quindi ho cercato di essere meno egoista e vivere nella compassione per il fratello, con un sentimento di benevolenza.

Ho vissuto dei momenti forti con Gesù senza prendere le distanze da Lui. Ho sentito tangibile le preghiere che i miei fratelli donavano per me. Infatti, ogni volto delle comunità, in particolare i fratelli Consacrati, erano vivi vicino a me. Inoltre, ogni giorno Gesù nell'Eucaristia, veniva da me, a casa mia. Immensa gioia!!

Ho vissuto comunque, umanamente, dei momenti duri e pesanti, in particolare il tempo dell'attesa dell'esito della biopsia. Sempre con l'aiuto della grazia, ho messo questo momento di attesa nelle mani di Gesù, qualunque fosse il risultato.

Questo mio modo di vivere ha lasciato stupiti i miei fratelli di sangue e chi mi veniva e trovare,  perché percepivano questa mia serenità di fondo, senza capirne il motivo. Gesù è sempre con me qualunque cosa avvenga.