Gloriosa Trinità



TESTIMONIANZA: GESU', MISERICORDIA

Dai primi di Dicembre mi sono sentita chiamata a un pellegrinaggio al Santuario della Divina Misericordia a Cracovia per le mie ferie come il modo più adatto di cominciare il nuovo anno dedicato alla Misericordia, e più ci pensavo più il mio cuore aderiva con letizia all’idea di questo pellegrinaggio.

Ho fatto la proposta a una sorella insieme alla quale stiamo facendo un cammino di discernimento vocazionale e lei ha subito aderito.

Quando siamo entrate nella Cappella del Santuario – quella in cui è esposto il quadro di Gesù Misericordioso e dove sono conservate le spoglie di S. Faustina Kowalska – ad attenderci c’era Gesù Eucarestia esposto sull’altare e da lì a poco è iniziata la preghiera della Coroncina della Divina Misericordia.

Intanto entravano le persone che, in perfetto silenzio, si inginocchiavano nelle panche o davanti all’altare o all’immagine di Gesù Misericordioso o alle spoglie di S. Faustina. Ho visto anche intere famiglie, con ragazzi e bambini finanche di 3-4 anni, rimanere inginocchiati per l’intera durata della preghiera.

Già immersa in questo spirito di preghiera, al termine della Coroncina ho cominciato il mio colloquio personale con Gesù.

In quel luogo in cui la Sua presenza era così profonda e grande, ho aperto la Bibbia per comprendere meglio la sua volontà per me. E ancora una volta, come spesso mi è capitato da quando ho cominciato il cammino di discernimento vocazionale, il Signore ha usato parole di rimprovero. All’inizio non capivo, come non avevo capito in tutto questo periodo: attribuivo quelle parole al rimprovero per un peccato particolare che avevo già confessato, di cui sapevo di essere stata perdonata e dal quale mi ero allontanata, avevo cambiato rotta, e quindi gli chiedevo insistentemente: “Ma perché continui a rimproverarmi?”.

A un certo punto ho capito: non era un peccato particolare che Gesù mi rimproverava, ma mi stava parlando della sua gelosia nei confronti di qualsiasi e di tutti gli idoli di qualunque natura della mia vita, persone, cose, pensieri, passioni. Lui mi stava dicendo che voleva essere il Signore in assoluto: Signore del mio cuore, della mia mente, del mio spirito, delle mie forze, dei miei desideri, dei miei gusti; al di sopra, al di là di tutto e di tutti. Mi si stava mostrando come la mia unica gioia vera, l’unico senso, l’unico sposo del mio cuore, della mia anima.

Ho capito che, prima di fare una scelta concreta, un passo concreto nella scelta di vita, è il mio cuore che deve essere totalmente e incondizionatamente suo. Che non si tratta di progetti da programmare o di azioni concrete da fare per incamminarsi nella scelta, ma di consegnargli il cuore con la gioia della consapevolezza di stare andando dallo Sposo. E’ una consegna che prende forme concrete di scelte, di tempi, di priorità nella quotidianità.

E Faustina confermava quanto il mio cuore avverte da sempre dicendomi attraverso il suo Diario: “So bene, Signore, che tu non hai bisogno delle nostre opere. Tu vuoi amore. Amore, amore, e ancora una volta amore di Dio. Non vi è nulla più grande di questo, né in cielo, né in terra. La massima grandezza sta nell’amare Dio; la vera grandezza sta nell’amore di Dio; la vera sapienza sta nell’amare Dio. Tutto ciò che è grande e bello, è in Dio; fuori di Dio non c’è né bellezza, né grandezza. O sapienti del mondo e grandi intelligenze, riconoscete che la vera grandezza consiste nell’amare Dio”. E Faustina non era certo una persona oziosa, accidiosa, piuttosto mi confermava che le opere scaturiscono dall’amore e l’amore perfetto, grande, autentico profondo è quello di Dio; l’amore che riverso sugli altri è l’Amore stesso di Dio che trabocca da me. Come ha detto il fondatore del Movimento Gloriosa Trinità, Don Andrea Swiecinski, in una sua omelia: “Prima delle opere, c’è la Grazia”.

Gesù, attraverso la Misericordia, che è solo un altro suo nome, mi ha introdotto al senso della sponsalità che parte dal cuore completamente donato a Lui prima di arrivare a scelte concrete, che sono corollari che vengono di conseguenza.

Tiziana