Gloriosa Trinità



TESTIMONIANZA: DALLE TENEBRE ALLA LUCE

(leggi la prima parte della testimonianza)

Visto che era impossibile per la mia debolezza ci ha pensato Dio: in un solo mese mi sono capitati tre incidenti paurosi che per me sono stati una correzione del Signore per i figli testardi.
Il primo: guidavo un pullman su una strada stretta, in una curva mi sono trovato un camion e un anziano in bicicletta, non sono riuscito a passare indenne ed ho buttato l’anziano in un fosso…tanta paura ma niente di rotto, grazie a Dio.
Il secondo: in una sera piovosa avevo davanti a me due persone su una Vespa, a causa di una pozzanghera uno è finito sotto la mia macchina, sono passato sulle sue scarpe.
Il terzo: uno scontro frontale con una piccola macchina che è venuta sulla mia corsia (pazzesco), niente di grave.Capivo che il Signore mi stava conducendo per le sue strade. Avevo iniziato ad andare a Messa tutti i giorni gustando l’amore misericordioso di Dio.

Un altro desiderio mi prese totalmente: conoscere e fare la Sua volontà. Potevo sposarmi e fare una famiglia cristiana ma vedevo che l’attenzione del mio cuore si spostava sempre di più sulla grande famiglia che è la Chiesa. Avevo una grande gioia e un grande desiderio di testimoniare ciò che avevo vissuto, specialmente l’incontro con Lui, ma non era ancora finito il gomitolo con il quale univo un’esperienza con l’altra, desideravo lavorare per il Signore ma come? Dove? Considerando l’esperienza degli altri consacrati mi ero fatto un’idea che il Signore mi avrebbe dato un segno, ero disposto a fare la Sua volontà ma non capivo, pregavo e aspettavo.

Il dono della preghiera continua mi portò con l’aiuto del mio parroco dai Cappuccini, era un convento vicino al mio paese. Mi sentii preso in giro ma poi capii che era per mettermi alla prova perché avevo una certa età. Dopo qualche mese, siccome non succedeva niente, tornai in quel convento e trovai un frate che mi diede molta speranza dicendomi di andare a Cremona dove avrei trovato dei frati che avevano il carisma del discernimento vocazionale. Andai a Cremona ma ebbi un’altra delusione perché il frate, dopo avermi imposto le mani, mi disse di tornare a casa perché non vedeva niente.

A questo punto nacque in me il desiderio di darmi da fare, non potevo aspettarmi tutto da Lui, dovevo collaborare e mi misi in moto. Proprio in questo modo vidi cosa voleva il Signore da me: quando mi si chiudevano tutte le porte, capivo che non era lì che il Signore mi voleva. Feci passare qualche fraternità ma nulla di fatto. Dopo alcuni mesi tornai a Cremona dai frati cappuccini i quali, imponendomi ancora le mani, mi dissero che sotto, sotto, c’era una vocazione…dicevo a me stesso “sotto” quali miserie !! Dovevo essere umile e ubbidiente perché quelli di una certa età vengono setacciati per vedere se c’è una vocazione.

Mi dissero che dovevo fare un’esperienza nel loro convento e poi se mi fossi trovato bene avrei dovuto decidere io. Qui stava il nocciolo !! Avevo 45 anni e per entrare dai cappuccini dovevo lasciare tutto, mi sentivo con il vuoto sotto i piedi.  Pregavo molto finché, una notte insonne, aprii la Bibbia e l’occhio cadde sul discorso che Gesù fece ai Farisei: “voi volete piacere agli uomini ma non a Dio”.
Rimasi incollato al letto, erano le quattro del mattino, ma qui trovai, o meglio il Signore mi diede, la forza di lasciare tutto, di ridare al Signore ciò che mi aveva dato Lui. La felicità mi invase il cuore e piano piano Lui mi diede la forza di lasciare tutto. Come Lui ha promesso trovai il centuplo in case, fratelli, sorelle, e una felicità interiore grande difficile da spiegare con parole umane.

(la terza parte verrà pubblicata la settimana prossima).