Gloriosa Trinità



GIOVANI: LA PENTECOSTE

Due domeniche fa abbiamo vissuto la Pentecoste, la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli Apostoli. Nel vangelo dagli atti degli Apostoli si legge che loro “si trovavano tutti insieme nello stesso luogo”, erano timorosi e incerti sul da farsi ma all’improvviso vengono colmati di Spirito Santo e ricevono il mandato, la missione e escono guariti, pieni di Amore verso gli altri, facendo tesoro dei frutti che questa potente effusione ha donato a ciascuno di loro.

La Pentecoste, 50 giorni dopo la Pasqua, è sicuramente un momento di rinascita, importantissimo per la nostra Chiesa e per ciascuno di noi in cui ci viene donato lo Spirito Santo detto anche Paràclito che significa consolatore infatti riprendendo il vangelo di Giovanni Gesù nel suo discorso di addio, prima della sua morte e resurrezione afferma: "Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. 16.Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, 17.lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi." (…)"Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. 27.Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore”.

Trovo questi due passi davvero ricchi di significato perché è ciò che Gesù ci lascia, la consapevolezza di non essere mai soli, questo averci preparato un posto ma allo stesso tempo l’essere presenza in ognuno di noi, questo Spirito di verità che ci rende diversi dal mondo permettendoci di vedere tutto con gli occhi di Dio. E’ una grande responsabilità quella che Gesù ci lascia ma allo stesso tempo anche una grande consapevolezza: la sua immensa presenza che si fa Padre, Figlio e Spirito Santo. Il Padre come diceva don Andrea, è l’amante, colui che Ama a prescindere, è la sorgente dell’Amore, l’inizio degli inizi, il Figlio invece è l’amato colui che si lascia Amare per farsi dono, riconoscendo questo Amore primordiale e infine lo Spirito Santo l’eterno avvenire, il bacio che nasce tra il Padre e il Figlio, un dono di Amore che ci spinge verso l’altro come è accaduto agli Apostoli nel cenacolo.

Ecco che allora per noi Cristiani vivere la Pentecoste significa vivere tutto questo, mettere Gesù al centro, rinnovare questa promessa di Amore che ci ha fatto e allo stesso tempo rinnovare i doni che attraverso lo Spirito Santo abbiamo ricevuto, accrescere in noi questo Spirito di verità che Gesù ci ha donato per poter essere autentici e saper sempre testimoniare con il nostro stile di vita la grandezza e la bellezza di Amare ed essere Amati dal Signore che attraverso lo Spirito Santo, riprendendo alcune parole di don Andrea, tonifica i nostri “muscoli spirituali”, conserva e difende i nostri talenti, apre completamente il Suo cuore per farci sentire sempre Amati.

Ecco che allora la Pentecoste è questa immersione totale in Dio per poi riemergere, salpare e partire verso ciò che Gesù ci affida.